La mia lingua madre

Qualche tempo fa ho aiutato Hiba e Mohamad, sorella e fratello rifugiati dalla Siria, a imparare la lingua tedesca. Naturalmente cercavo di insegnargli il tedesco alto. Una volta, quando ci siamo conosciuti un po’ di più e dopo che questi giovani avevano fatto progressi nell’apprendimento della nostra lingua molto difficile, ho risposto – allegro e scherzando – a una delle loro domande nel dialetto della mia regione chiamata Renania. Questo dialetto assomiglia alla parlata degli abitanti della città di Colonia, vicino alla quale vivo.

Poco dopo Hiba prendeva ripetizioni di matematica da una signora che mi conosce bene. Divertita, la giovane siriana ha detto alla sua insegnante che sapevo parlare il tedesco basso. Lei non ci voleva credere. “Parla solo alto tedesco!”. Certamente non potrebbe neanche capire che mia moglie ed io assistiamo a uno spettacolo di teatro dei burrattini ogni anno durante la stagione di carnevale, in cui si parla solo “Kölsch”, il dialetto di Colonia. È un vero momento speciale per noi! Non è affatto sorprendente: siccome i miei genitori parlavano solo il dialetto renano con il loro figlio (nato nel 1948), ho imparato questo dialetto come lingua madre. Il tedesco alto era difficile per me e trattavo le persone che sapevano praticarlo con grande rispetto, per esempio il nostro medico di famiglia. Per quanto riguarda la lingua standard, frequentare la scuola elementare non è stato un passo facile. Però la situazione è diventata delicata quando nel 1959 sono potuto andare al liceo in una città a 20 Km di distanza. La mia esperienza infatti limitata con la lingua tedesca alta ha suscitato, specialmente nei primi anni di scuola, lo stupore e le risate tra i miei compagni di classe e anche tra i miei insegnanti. Non capivano che il loro tedesco suonava spesso strano per me. Probabilmente il mio intenso sforzo di parlare e scrivere la lingua alta senza errori è stato un disperato tentativo di proteggermi dalle critiche e dai commenti degli altri. Con sorpresa dei miei genitori, delle mie due sorelle e di tutti i parenti, la lingua “Kölsch” è stata bandita dalla mia bocca! Uno dei miei zii in particolare, un commerciante di bestiame, era stupito nel sentirmi parlare. Lui non avrebbe potuto vendere una mucca senza la sua lingua rustica. Un altro parente pensava che ora fossi degno di parlargli dei grandi poeti Goethe e Schiller.

Come studente, e più tardi come insegnante, ho scoperto sempre di più quali sono i vantaggi di una prestazione linguistica concisa, di una formulazione precisa di un concetto mentale, ecc. E ancora oggi crea una sensazione di soddisfazione quando durante i nostri viaggi, dei tedeschi mi chiedono da quale regione vengo.
Ma nel tempo e con una maggiore esperienza di vita, la distanza dal dialetto del mio paese, in cui vivo da oltre 40 anni, si è nettamente ridotta. E quando i miei studenti mi hanno chiesto quante lingue parlo, ho risposto senza esitazione “quattro: inglese, francese, (adesso un po` di italiano), tedesco alto e basso!”, con loro sorpresa e grande piacere. Non potevano immaginare che il dialetto renano fosse in realtà la mia lingua madre. Quindi gli ho spiegato che parlare tedesco basso non è niente di primitivo e ancor meno in un paese federale come la Germania, dove esistono un gran numero di dialetti. D’altra parte, una delle cose belle dei dialetti è che ci permettono di esprimere fatti e, sopratutto, sentimenti in modo più spontaneo ed efficace rispetto al linguaggio standard. È anche interessante per gli utenti esperti cambiare la forma della lingua – alta o bassa – durante una conversazione. Il mio piacere di usare la lingua della mia terra natale con l’avanzare dell’età è inoltre dovuto al fatto che il dialetto evoca sempre ricordi piacevoli della casa dove sono cresciuto: i miei genitori defunti hanno regalato alle mie sorelle e a me una bella infanzia e una bella giovinezza.

Klaus

Nato in Germania
Vive a Engelskirchen

 

 

 

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