Il mio orto

“Finalmente scavare di nuovo!” è il titolo di un articolo di giornale sull’inizio dell’anno del giardino. Sì, anch’io sto correndo per iniziare le misure preparatorie nel mio orto in vista dell’inizio della primavera. Ma la pioggia, di cui abbiamo ancora bisogno, mi tiene a casa.

Sono sicuro che non tutti capiranno la mia impazienza: dopo tutto, non si tratta di un ambiente idilliaco, un giardino come nella pubblicità, ma di un duro lavoro fisico nel mio orto biologico: allentare il terreno, rimuovere le erbacce e distribuire il compost. Ma è dalla mia infanzia che sono in formazione: siccome mio padre è stato ferito nella Seconda guerra mondiale, ero responsabile per i lavori nel campo dopo la costruzione della casa dei miei genitori. “Puoi farlo!”

Nonostante – o a causa di – questa esperienza, sono stato un giardiniere appassionato per oltre 40 anni. Soprattutto è un errore ridurre il giardinaggio al pensiero di un lavoro pesante (“faticaccia”). Piuttosto, questa attività ha anche un altro lato importante, che vorrei chiamare “meditativo”, perché nel giardinaggio molte cose mi passano letteralmente per la testa: soluzioni per situazioni difficili, idee per i miei discorsi in occasione della celebrazione della maturità (Abitur) che dovevo tenere come preside. E naturalmente qui mi è venuto il pensiero di scrivere questo contributo. In un capanno del mio giardino c’è sempre un pezzo di carta su cui uso annotare le mie idee.

Psicologi e filosofi possono spiegare questo fenomeno in modo più dettagliato, che ha a che fare con la “aderenza al terreno”, il “flusso di energia” e con la “riflessione sulla natura e la cultura”. Si può capire che preferisco stare da solo mentre faccio gardinaggio. Solo la nostra piccola vicina, che cerca i nomi per le nostre nuove galline e con stupore di suo padre per i vermi del compost, a volte fa parte della mia attenzione.

La mia passione per il giardinaggio di tanto in tanto provoca critiche o scherzi macabri: mia moglie, che è sempre contenta dell‘insalata fresca, si stupisce della mia resistenza, che non ho in altre attività, e ho sentito un vicino dire: “Klaus può essere più tardi compost!”.

Non si preoccupi! Spero soprattutto di trascorrere molte altre ore in questo meraviglioso luogo dei sensi – per sentire la terra fresca e godere del suo profumo, per sentire il canto di un merlo o di un pettirosso e per convertire i rifiuti dell`orto in compost utilizzabile. Dove si vive la diversità e il ciclo della natura, si è molto vicini alla vita reale senza essere online.

Klaus

Nato in Germania
Vive a Engelskirchen

 

 

 

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