Sinestesia

Se ho capito bene il tema, non si tratta in generale del mio stato d’animo in estate, ma di scoprire e rappresentare come la più calda delle quattro stagioni influenzi i miei sensi e la mia coscienza.
Mi viene subito in mente il mio soggiorno di quest’anno sulla costa normanna tra Le Tréport e Le Havre, le cui scogliere color alabastro sono uno spettacolo affascinante. I quadri dei pittori impressionisti ne sono la testimonianza. Camminando sopra le scogliere, si è impressionantemente vicini alla natura: erbe profumate e fiori in fiore, il ronzio degli insetti che si avvicinano alla fioritura; il mare impetuoso, la cui aria salata fa bene.

Ora ho capito e sento quello che i miei insegnanti intendevano per sinestesia, cioè la combinazione di sensazioni che producono una percezione amplificata della realtà. A quanto pare, tale euforia si applica anche all’incontro con altre persone che vi salutano in modo amichevole e ammirano il tramonto sul mare che scintilla in lontananza.

Mi mancherà presto tutto questo, ho pensato tornando nella mia città natale, nella zona di Colonia. Certo, ma ancora mi stupisco dei riverberi positivi, soprattutto quando entro nel mio giardino, sgranocchio i frutti maturi del raccolto – more e lamponi – e poi i pomodori rossi e i peperoni gialli della serra brillano verso di me. Rucola, cipolla fresca e prezzemolo aumentano la mia voglia di insalata fresca. E anche il lavoro in questo ambiente è come un dono: raccogliere cetrioli, piselli e fagioli e finalmente togliere le patate dalla terra significa che anche qui la natura è a portata di mano. Anche l'”accompagnamento musicale” è assicurato: i socievoli passeri di casa attirano l’attenzione con il loro tipico canto sul mangime in grani che loro e le nostre galline aspettano con impazienza.

Quando fuori il sole picchia, mi piace sedermi sulla panchina sotto il nostro noce. A volte, all’ombra, sorgono in me sentimenti oscuri: il pensiero del cambiamento climatico, l’abuso di potere in politica e in altri settori. L’attuale situazione generale del mondo mette ancora una volta in discussione la mia fiducia nell’umanità, rafforzando la mia disillusione e lo scetticismo a cui sono occasionalmente incline. Non è certo una reazione insolita!

Ma comunque: le molte esperienze benefiche che ho descritto nelle righe precedenti mi incoraggiano a dare una possibilità alla'”mia estate interiore” e a coltivarla. Rimango fiducioso: anche in autunno e in inverno, il sole splenderà dentro di me! Ma perché sia così, devo aiutare. Mi alzo, prendo la ciotola con i frutti raccolti – e sono grato.

Klaus

Nato in Germania
Vive a Engelskirchen