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All’aria aperta

Primo, mi sento bene all’aria aperta. Non mi piace rimanere molti giorni a casa; anche adesso, con la crisi del coronavirus, faccio giri in bici. La natura che mi piace di più sono la montagna o il mare e i miei tempi preferiti sono la neve con il ghiaccio, come in inverno, o una tempesta con i temporali, come in autunno, preferibilmente con un arcobaleno dopo.

Così ho goduto al massimo della salita del Monte Bianco, dalla parte italiana, da Courmayeur, quasi 24 anni fa, nell’Agosto del 1996. Partiti all’una di notte, io e due medici, abbiamo potuto godere per 20 ore su dei ghiacciai di uno splendore bianco, la vista su tutta l’Europa dalla cima della montagna. La discesa, invece, a volte è stata pericolosa, con spaccature nel ghiaccio di un metro o addirittura un po’ di più, dove bisognava salire legati con una fune. Per fortuna posso ancora raccontare questa storia straordinaria.

Siccome sono musicista, mi piace la musica, qualsiasi, dappertutto, ma soprattutto all’aria aperta, come nelle grandi città di Roma, Perugia, Santiago di Compostela, Bruxelles e Anversa. E naturalmente, dato che suono le campane, godo di più nel suonare il mio strumento, il carillon della mia città, Tongeren, vicino a Liegi e a Maastricht. Ma mi piace anche il suono dei colleghi di altri luoghi.

Infine è la mia casa, con mia moglie, che mi fa sentire bene; o il contatto con la famiglia o con gli amici, nonostante questa cosa sia proibita in questi brutti tempi. Spero che abbiate goduto di questo testo scritto da un professore belga in pensione. Spero che alla fine la crisi del coronavirus si risolva dovunque il più presto possibile.

Mathieu

Nato in Belgio
Vive a Tongeren

 

 

 

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