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Grecia

Con una ricca cultura, la Grecia è un Paese con tradizioni e superstizioni tramandate di generazione in generazione che riflettono il passato del Paese e allo stesso tempo lo rendono così interessante e piacevole. Per motivi di brevità, ne scriverò solo alcune.

Per iniziare, in Grecia, alcuni nomi sono molto comuni. Questo deriva da un’antica tradizione che doveva garantire la continuazione di un nome. Il primogenito prende il nome di un nonno, e se è un maschio prende il nome del nonno paterno. Se è una femmina prende il nome della nonna materna. Non è raro trovare cugini con lo stesso nome, anche se possono essere adattati per evitare confusione. Negli ultimi anni molti genitori hanno scelto di non seguire questa tradizione, e di utilizzare invece il nome dei nonni come secondo nome.

È vero che la tradizione di festeggiare gli “onomastici” esiste in molti Paesi europei, ma in Grecia l’ onomastico è molto celebrato. Per molti greci l’onomastico è in realtà più importante del compleanno, specialmente per gli adulti, ed è consuetudine fare gli auguri ai parenti e agli amici per il loro onomastico, ma anche ai vicini di casa, ai colleghi, ai conoscenti in genere. La persona che festeggia spesso offre ai suoi ospiti un dolce o un aperitivo a casa o in un locale.

Inoltre Kalo Mina (buon mese) è un augurio che sentirai il primo giorno del mese. Importante per la cultura greca, il primo giorno del mese simboleggia un nuovo inizio. Quindi i greci si salutano per augurare buone cose per il mese a venire.

I greci credono che sputacchiare scacci il male e il malocchio. In realtà non sputano ma dicono “ftou, ftou, ftou” tre volte. È comune “sputacchiare” quando qualcuno menziona una brutta notizia o una morte, quando qualcuno commenta la bellezza o la salute di qualcuno, o anche quando ci si complimenta con i genitori di un neonato o di un bambino.

I greci celebrano la primavera con la tradizione di “martis”, un braccialetto rosso e bianco fatto di filo, che viene indossato durante tutto il mese di marzo. Il bianco simboleggia la purezza, mentre il rosso rappresenta la passione e la vita. Anticamente il braccialetto veniva realizzato per proteggere chi lo indossava dalle malattie e dal sole primaverile. Quando chi lo indossava ha visto i primi segni della primavera, che era un albero in fiore, ha dovuto legare il braccialetto su questo albero.

La Pasqua, e non il Natale, è la festa religiosa più importante per i greci. Tutta la settimana Santa è ricca di tradizioni, con la tintura delle uova in rosso per simboleggiare il sacrificio di Cristo, la decorazione dell’ “epitaffio” (la tomba di Cristo) con i fiori e le numerose processioni. Durante la notte del Santo Sabato le persone si vestono bene e si radunano nella chiesa locale, dove tutte le luci sono spente, per simboleggiare l’oscurità della tomba di Gesù. Il sacerdote accende una candela con la Fiamma Eterna, portata apposta per l’occasione da Gerusalemme, e canta il salmo “Christos Anesti” (Christo è risorto). La fiamma viene quindi offerta a tutti i presenti. La stessa domenica di Pasqua, le famiglie fanno un tradizionale pranzo pasquale, con agnello arrosto e molti altri piatti deliziosi. Se mai avrete la possibilità di visitare il Paese in quel momento, vivrete davvero un’esperienza indimenticabile.

Dora

Nata in Grecia
Vive ad Atene

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