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Iain

Se tu mi chiedi chi sono, posso rispondere in diversi modi. Posso raccontare la storia della mia vita, che sono nato in Inghilterra nel 1942, che ho fatto il musicista, che ho vissuto un periodo in Norvegia, che adesso sono pensionato, eccetera. Tutto questo è vero ma non ti dice chi sono. In questa descrizione ci mancano ad esempio i valori che sono i motivi delle mie azioni. Per me i valori più importanti sono il rispetto per gli altri, non mentire e aiutare gli altri. Ma anche dopo i valori la descrizione non è finita. Non dice niente dei miei interessi: la musica classica, le lingue straniere, la letteratura, la filosofia, e – forse ugualmente importanti – le cose che non mi interessano, come il calcio, la musica pop, le telenovele (mamma mia, che persona noiosa!).

È già finita la descrizione? No, perché è una descrizione raccontata in terza persona, e mica sono una terza persona! Sono un essere umano, cioè un centro della coscienza che vive in questo mondo dello spazio e del tempo. Ma come posso capire questo? Gli scienziati ci assicurano che lo spazio e il tempo sono intrecciati l’uno con l’altro e non hanno un’esistenza assoluta. Questo è veramente un mistero.

Forse la letteratura può darci un indizio di chi siamo. Ho appena letto “Storia del nuovo cognome”, il secondo dei quattro romanzi di Elena Ferrante. All’inizio ci sono due ragazze, Lila e Lenù, che sembrano molto simili l’una all’altra. Tutt’e due sono geniali, ma mentre crescono vengono affrontate da diverse persone, da diverse situazioni e da sfide. Nel romanzo scoprono piano piano chi sono, come lo fa anche il lettore. Non è diverso per noi. Anche noi veniamo formati da influenze, da diverse persone e da sfide più o meno grandi. Io posso chiedermi come sarei stato oggi se non avessi conosciuto quel certo amico nella mia gioventù o se non avessi avuto quell’insegnante. Chi sono oggi dipende in parte da loro, ma solo in parte, perché ho reagito a loro. Ho scelto come reagire? Chi lo sa? Come lo spazio e il tempo, così è anche il libero arbitrio: un mistero.

Quando tu mi chiedi chi sono, mi chiedo che tipo di risposta ti aspetti. Posso darti una descrizione in prima persona, un altro potrebbe dartene una in terza persona, ma né l’una né l’altra possono catturare il mistero su chi sono. L’occhio non può vedere se stesso, neanche l’occhio di un altro può vedere me per come sono. L’avventura della vita è che, come scoprono Lina e Lenù nel romanzo, capiamo piano piano chi siamo. Ma la storia non è mai compiuta e alla fine siamo misteri anche per noi stessi. Mentre siamo vivi non ci sarà mai una risposta definitiva a questa domanda, la più intrigante di tutte: chi sei?

Iain

Nato in Inghilterra
Vive a York

 

 

 

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