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Incertezze

Per alcune settimane la mia agenda è stato vuota. Tutti i miei appuntamenti erano cancellati. Niente da fare, niente vacanze, niente dentista, niente. Tutti si chiedono quando la vita tornerà alla normalità. Ma tornerà mai alla normalità?

Questa situazione crea delle grandi incertezze. Fuori non c’è un rumore, nessuno strepito delle macchine, città vuote, spaventoso. Ora guardo l’erba che cresce, il sole sorgere e il primo cielo azzurro senza striature bianche da Lindbergh. Le routine individuali e collettive attentamente costruite sono completamente scomparse. Non esiste una struttura nei giorni e nelle settimane ché tutti i nostri mondi diversi come la scuola, il lavoro e il tempo libero sono stati ridotti a uno: quello della persona con cui vivo, mia moglie.

All’inizio abbiamo approfittato della situazione per mettere in ordine la casa e il giardino. Quando la situazione in Italia si è fortemente deteriorata ci siamo resi conto che questa piccola bestia avrebbe cambiato l’anno 2020. Prima non siamo potuti andare al ristorante, poi i negozi non alimentari sono stati chiusi fino al 3 Aprile, quindi al 20 Aprile e una possibile nuova proroga fino al 3 Maggio e dopo? Incertezze.

Fortunatamente grazie alla tecnologia ci teniamo in contatto con la famiglia e gli amici. Facciamo lunghe passeggiate, leggiamo molto. Non so cosa porteranno i prossimi mesi. Ho quindi smesso di preoccuparmi. Posso imparare molto da questo e mi trascino delicatamente sul primo banco di scuola per non perdere nulla della lezione.

Guy

Nato in Belgio
Vive a Begijnendijk

 

 

 

1 risposta su “Incertezze”

Questo bel testo riprende alcune espressioni tipiche del parlato che ci fanno arrivare la voce di Guy come la confessione di un amico. Il pronome niente viene infatti usato come aggettivo («niente vacanze, niente dentista»): la norma avrebbe consigliato l’uso di nessuno («nessuna vacanza, nessun dentista»), ma poco importa, se l’autore fa una scelta stilistica deliberata. Altro elemento da notare è il ché usato al posto della congiunzione causale perché: togliendo una sillaba (aferesi), si dà più scorrevolezza alla narrazione. Continua così, Guy, ché sono proprio belli i tuoi pensierini!

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