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Guy

Ho smesso di lavorare qualche anno fa. Oggi sono diventato l’impiegato della mia vita con il sorriso. Quando dovevo pagare una bolletta o una fattura andavo in banca, quando volevo viaggiare andavo in un’agenzia di viaggi. Il biglietto per il treno lo compravo alla stazione. Nel nostro tempo dovevamo andare alla biglietteria del teatro per acquistare i nostri biglietti.

Non vado più in banca, non vado più in un’agenzia di viaggi, non vado più alla biglietteria, lo faccio io. Non è colpa della pandemia, lo faccio da alcuni anni. Non ho più la possibilità di parlare con l’impiegato e non parlo con il computer, sarebbe una figuraccia.

Con o senza coronavirus, trascorro le mie giornate compilando moduli d’ordine e prenotazioni. Che cambiamento, non devo fare la fila, non devo dare spiegazioni a un impiegato di cattivo umore, non devo rispettare gli orari di apertura.

Ai miei tempi il computer non esisteva ma ora conosco tutti i suoi segreti. Quando il computer non ce la fa e di conseguenza tutti i dati dell’ultimo modulo sono stati persi, resto imperturbabile. Sono diventato molto calmo, niente più stress. Sono un impiegato modello, un impiegato degli anni sessanta senza grembiule ma con il sorriso.

Peccato che i miei genitori non mi vedano, sarebbero rassicurati. Finisce tutto bene: ho ancora un lavoro, sono dietro il mio sportello con il sorriso per compilare i miei dettagli in modo ordinato.

Guy

Nato in Belgio
Vive a Begijnendijk

 

 

 

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