Categorie
_

Mar

Forse è une delle domande con più forza e più complessa che mi hanno mai fatto. Perché, ditemi voi, come può qualcuno spiegare con parole chi è? Se non sa nemmeno la risposta.

Potrei dire che sono una figlia, una sorella, una nipote. Sono una amica, a volte una fidanzata, oppure sono semplicemente una collega e una studentessa. Ci sono molte parole per descrivermi, ce ne sono altre che magari useresti tu per parlare di me, o per parlare di chi sono quando sono con te, cioè: parleresti di chi siamo noi, che cosa siamo insieme. È qui, quando posso prendere una forma diversa, quando la domanda non è “chi sei tu” ma diventa: “chi sei tu agli occhi del mondo”? Voglio pensare che sono molte cose per molti, e che per altri, invece, non sono nulla (o direttamente non sono).

Sono, forse, una sconosciuta che hai incontrato per caso e che non rivedrai mai più; una ragazza con cui hai condiviso un viaggio in treno, in aereo; o forse con cui hai preso un caffè quella mattina che ero seduta al tavolo vicino al bar. Sono probabilmente una persona importante per te, ma né tu né io lo sappiamo ancora, forse perché non ci siamo conosciuti oppure perché non abbiamo visto nell’altro oltre. Posso essere anche una amica con cui non parli da molto tempo, a cui pensi ogni tanto e ti chiedi che cosa starò vivendo adesso. Posso vivere in te nel tempo passato, presente o futuro. Magari sono un ricordo, una memoria, un pizzico di felicità, infelicità, o peggio: d’indifferenza.

Con tutto questo, però, non sto rispondendo veramente alla domanda fatta. La cosa importante e che dovrei dire direttamente è: chi sono io secondo me. Quindi, che cosa posso dire? Sono Mar. Sono piccola ma sono forte. A volte mi sento debole, altre invece penso di potermi mangiare il mondo. Sono piena di dubbi, di pensieri e di incertezze. Ho molte cose da fare, molti posti dove poter arrivare: voglio vivere tantissimo, voglio imparare, viaggiare, scoprire, scrivere, leggere, fare mille errori, ricominciare, provare e riprovare, amare, ascoltare, ma soprattutto voglio fare quello che mi fa sentire bene. Mi sento bene quando parlo italiano: è un altro modo per poter dire chi sono. E se lo penso adesso, mi sentivo bene quando facevo teatro: precisamente perché stavo rispondendo a chi era il mio personaggio ma non dovevo rispondere chi ero io.

Penso che una parte di me sia fatta di pezzi di altri: ho tantissime cose della mia famiglia (una gran maggioranza), ma mi sono anche costruita da sola con le esperienze che ho vissuto, in parte, grazie agli altri: una delusione, un sorriso, un amore, una rottura, un addio, una discussione, una riconciliazione, una perdita… Potrei affermare che sono fatta di tutto questo e che soltanto io posso cambiare come vedermi e come integrare in me ciò che ho vissuto. Ma, per me, è chiara soltanto una cosa: comunque sia, vivrò in me e con me nel tempo passato, presente e futuro.

Mar

Nata in Spagna
Vive a Barcellona

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *