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Mathieu

Γνώθι σαυτόν (disse Socrate circa 2500 anni fa), tradotto dai Romani con “Nosce seipsum” e interpretato da Gesù Cristo quando disse: “Vedi bene la scheggia nell’occhio dell’altro ma non vedi la trave nel tuo occhio”.

Infatti rimane sempre difficile la conoscenza di sé stessi. Siamo spesso curiosi o abbiamo paura dei pensieri degli altri su di noi; invece siamo rapidi a criticare o addirittura a condannare gli altri come colpevoli se succede qualcosa di grave o orribile. Bisogna avere coraggio per prendersi la responsabilità di un errore e perdonarsi dopo. Però riconoscere i propri errori è prova di onestà e grandezza. Io stesso, almeno, mi sono spesso scusato con i miei amici, genitori, figli, colleghi e con i miei studenti, per un errore, anche se prima non ne fossi conscio.

D’altra parte io ho spesso provato a fregarmene dell’opinione degli altri su di me e dopo una decisione presa, a difenderla e sostenerla.

In quel contesto vorrei fare un specchio psicologico di me stesso, ma mi piace prima raccontare qualche dato personale. Nacqui il 7 Luglio del 1954 ed ebbi un padre (troppo) severo ma fortunatamente una madre molto amabile. Avevo due fratelli minori e quindi, per così dire, potevo scoprire per primo le nuove fasi della vita; fui il primo ad andare a scuola, all’università, a cominciare a lavorare, ad avere bambini; invece secondo mio padre io ero sempre il responsabile in un litigio con i miei fratelli; “il più vecchio doveva essere più saggio dei minori” e ho sempre provato (quello che probabilmente succede anche nelle altre famiglie) che al fratello più giovane è permesso più che al maggiore. Due cose ho ben appreso da lui: la gratitudine e il coraggio o la volontà per riuscire in un progetto. Come l’ex-presidente degli Stati Uniti Obama spesso disse: “Yes we can”. La sicurezza in sé stessi è molto importante in qualsiasi progetto. Da un amico (purtroppo morto molti anni fa), con cui non sono mai andato a Santiago de Compostela, ho appreso: “Rimani con la tua decisione una volta presa; non dir sempre: se avessi saputo, se questo fosse passato… Sia il tuo comportamento coerente e quindi non cambiare sempre opinione.”

A volte puoi imparare qualcosa di positivo da un aspetto negativo. Così mio padre (intanto morto) faceva quasi tutto controvoglia; invece io provo a far tutto con entusiasmo quello che mi rende più credibile (lo penso almeno!). Cosí ho goduto al massimo della mia professione di professore (per 40 anni ho insegnato le lingue antiche e l’arte), soprattutto l’ultimo anno, quello che ho deciso di concludere seguendo un corso estivo di italiano, a Perugia. Per convincere il tuo pubblico (gli studenti e i tuoi colleghi) bisogna essere convincenti con se stessi.

Il mio prossimo punto è l’interazione tra istruire e imparare. Sono persuaso che dai dialoghi con gli studenti ho scoperto molto. All’inizio della mia carriera insegnavo spesso da istruzioni didattiche ma quando i miei allievi non capivano questi materiali complicati, dovevo io stesso cercare spiegazioni più facili. Quando uno studente correggeva un errore sulla lavagna, solitamente gli rispondevo: “Correggere il tuo maestro è una forma di estrema attenzione” e spesso una risposta inaspettata mi faceva riflettere sulla mia propria conoscenza.

Dopo la mia vita attiva sono diventato di nuovo studente (d’altronde mi sono piaciuti molto anche i corsi d’aggiornamento durante la mia carriera perché come Socrate affermava: “Sono il più intelligente del mondo perché so che non so niente” quello che significa nel mio caso: “più sai, più realizzi di non sapere”).

Dopo aver terminato i miei studi di spagnolo e d’italiano rispettivamente a Santiago de Compostela e a Perugia, sto imparando il greco (il quale ho anche seguito ad Atene, l’anno passato) e seguo anche una formazione di guida turistica e per essere completo, ho seguito un corso di ballo con mia moglie. Sfortunatamente, per la crisi del Coronavirus, posso imparare tutte quelle cose solamente a distanza (tranne il ballo, che s’è fermato subito).

Vorrei concludere che la cosa principale secondo me è la cura sia fisica che mentale di sé stessi e della famiglia. Così sono molto felice per il mio futuro secondo nipote (a fine Settembre mia moglie ed io avremo insieme cinque nipoti). Speriamo che dopo questa pandemia possiamo godere di nuovo i contatti intensi con la nostra famiglia e i nostri amici.

Mathieu

Nato in Belgio
Vive a Tongeren

 

 

 

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