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Klaus

Chi sei? La mia prima reazione a questa domanda è stata la perplessità. Come posso mettere dei pensieri filosofici sulla carta in una lingua straniera e anche sotto forma di pensierino? Fortunatamente, negli ultimi anni, ho imparato sempre di più che le cose – e le persone – che a prima vista sembrano imponenti o intimidenti spesso non lo sono affatto quando si tratta con loro e ci si occupa di loro.

Tuttavia ho voluto rendere le cose facili per me stesso in un primo momento, e così ho preso in mano il libro del noto autore R.D. Precht “Chi sono io e se sì, quanti?”. Qui, però, i percorsi conducono rapidamente nel mondo filosofico di Cartesio, Heidegger e Sartre.

“Chi sei?”. Alla fine mi diventa chiaro che la domanda è “Chi sono io?” e che la risposta a questo problema di epistemologia classica, così come la ricerca moderna del cervello, deve venire da me stesso.

La parola “io” evoca prima una certa autostima in me, ma poi ci sono dubbi legittimi: quanto sono importante o inutile come piccola parte di un cosmo senza il quale non esisterei? E come devo comportarmi per vivere in armonia con questo grande insieme? Sono sicuro che se continuiamo a usare la natura con un consumo eccessivo e un profitto illimitato, noi, come esseri umani, faremo danni immensi.

Questo approccio può sembrare troppo modesto, riflessivo, o anche biblico per alcuni, ma richiede la volontà di prendere una decisione. Naturalmente, un ex insegnante di francese qui difficilmente può negare il filosofo Jean-Paul Sartre: “Io sono la mia libertà”. Infatti, una delle sue frasi più semplici, che fa coraggio e paura allo stesso tempo, fa pensare alla moltitudine e alle conseguenze delle nostre decisioni.

A essere onesto, i pensieri di Albert Camus su questo difficile argomento sono più accessibili a me: anch’io trovo spesso questo mondo estraneo senza volere scivolare nel ruolo di Meursault, il protagonista di Lo Straniero, che del resto ha interpretato straordinariamente Marcello Mastroianni. Non sembra molto, nella vita umana, inutile o “assurdo”? L’epidemia del Coronavirus potrebbe rafforzare questa percezione. Ora, sotto l’impressione della dittatura nazista (non una pandemia!), Camus ha anche scritto La Peste – il mio primo libro cartaceo francese, che ho finito di leggere il 21 settembre 1966 alle 21h30. Anche se all’epoca non capivo tutto, un messaggio importante del romanzo mi è giunto: anche se sento impotenza, nausea e contraccolpi, non devo arrendermi e scoraggiarmi. Ogni giorno della vita è un motivo per ricominciare da capo. Da questo possiamo dedurre la nostra dignità e la nostra speranza e siamo quindi il moderno Sisifo, di cui il mio autore preferito ha detto: “Devi immaginare Sisifo come una persona felice”. Camus, tra l’altro, sapeva come godersi la vita.

Come alunno e presto come studente, ho visto questo messaggio come un grande arricchimento di fronte a un’educazione in grande parte cattolica, un processo che ha causato al mio insegnante religioso una preoccupazione tangibile. Ma la differenza tra un Sisifo del nostro tempo, felice nonostante tutte le difficoltà, e un cristiano che, malgrado la sofferenza nel nostro mondo, spera nella salvezza, è davvero così grande, e non sono i paralleli notevoli?
Ciò significa che noi, come esseri umani, condividiamo il destino della nostra esistenza. Trovo che questo sia un conforto e un appello ad agire in solidarietà. Insieme siamo forti! Tuttavia, ciò non dovrebbe impedirci, anche come individui, di prendere l’iniziativa e di fare la differenza entro i limiti dei nostri mezzi. Mi ci è voluto molto tempo per arrivare a questo atteggiamento attraverso esperienze positive.

Con questo pensiero mi rendo conto che la vita significa anche cambiamento: nei decenni della mia vita, ho dovuto correggere il mio giudizio sulle persone e sui fatti più volte. “Chi sei?”. Non ho dato una risposta chiara, non posso darla. Ma forse grazie a dei brevi suggerimenti, sarà possibile supporre cosa sia importante per me e cosa possa rendermi felice nonostante tutti gli ostacoli. Naturalmente, i miei due – e spero ancora a venire – soggiorni a Perugia per imparare la lingua italiana ne fanno parte. In questo contesto, un riferimento finale all’argomento sollevato: “Dimmi con chi hai a che fare, ti dico chi sei…”, diceva Goethe.

Klaus

Nato in Germania

Vive a Engelskirchen

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