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La grande bellezza

Nel 2014 ho visto un film di Paolo Sorrentino chiamato “La Grande Bellezza”, con il grande attore Tony Servillo nel ruolo principale. Si possono dire tante cose sul tema, sul significato, sui simboli nel film, ma non è di queste cose che vorrei parlare. Vorrei parlare soprattutto della dicotomia che esiste nel film. Grazie a questa dicotomia, è diventato chiaro per me che cosa significa la parola “Bellezza”.

La differenza fra la musica classica accompagnata da immagini di una Roma serena e mozzafiato e la musica da festa accompagnata da immagini di una Roma notturna, decadente e festosa non potrebbe essere più grande. Vedendo il film mi sono resa conto di come la musica classica mi tocca. Per esempio il coro dei giovani ragazzi che canta nel brano “The Lamb” è molto emozionante. Non ci sono strumenti musicali, si sente solo il coro con voci pure e molto pulite: grande bellezza!

Il brano è stato composto nel 1982 da John Tavener. È basato su una poesia molto bella, scritta nel 1789 dal poeta inglese William Blake, in cui il simbolo dell’agnello significa l’innocenza ma anche il Creatore. Quando si ascolta il coro, si sente la pace, la serenità, si possono accettare più facilmente le cose difficili della vita. La calma scende dentro di noi, ci si sente in armonia con la vita.

Le immagini di Roma, città eterna, sono anche di grande bellezza! Si vedono immagini del Colosseo, del ponte sul Tevere, di Villa Borghese e del Gianicolo con la fontana dell’Acqua Paola, ma anche immagini dell’amore di una sorella per un bambino innocente.

Invece la musica da festa e le immagini che l’accompagnano sono di tutt’altra qualità: la musica è aggressiva, inquieta e fortissima. Le immagini sono volgari, voluttuose e brutte. Si vede una Roma decadente e superficiale. La musica e le immagini sono alienanti: una grande differenza con la musica celesta di “The Lamb” e di altri brani musicali che si possono sentire in questo film.

La grande forza della musica è di saper confortare le persone il cui animo è stato ferito da un gran dolore. Penso a mia mamma defunta che ha dovuto vivere con la perdita di sua figlia. È riuscita a ottenere conforto dalla musica di Bach, Beethoven e Mozart. La musica è stata un grande aiuto per lei. Questa è bellezza. Bellezza della musica e del conforto che sa dare.

Irene

Nata in Olanda
Vive a Zutphen

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