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La via di Mathieu

Corona, un virus che si è diffuso in Cina nel 2019, un po’ dopo un viaggio che avevo fatto lì con mia moglie e altri belgi. Quando mi sono unito a un nuovo club di ciclisti, in Novembre, e raccontavo del mio viaggio in Cina, qualcuno mi domandava: “Non hai trasportato quello speciale virus da laggiù?”

Ho rassicurato il mio nuovo amico dicendo che ero già ritornato da due mesi. Quando in Febbraio, quest’anno, ho fatto una vacanza per sciare sulla Sierra Nevada, in Spagna, con i miei figli e la loro famiglia, il virus sembrava diffondersi in qualche parte d’Europa, ma tuttavia non vedevamo nessun pericolo immediato per noialtri e ci siamo divertiti sciando e godendoci la vita notturna spagnola, nonostante la poca neve, ma con un sole splendente. Invece, quando siamo ritornati in Belgio, sentivamo di sciatori infettati dal coronavirus durante il loro viaggio di sci in Italia. Quando ho mostrato un video della mia vacanza nella mia scuola di guida turistica, mi sono affrettato a dire che avevo sciato in Spagna, non in Italia.

Mentre la contaminazione si trovava proprio nel nostro Paese e in tanti altri in Europa, ci siamo confrontati con un lockdown a partire dal 14 Marzo. Finita la mia scuola di guida e di greco, sono rimasto a casa con mia moglie. Fortunatamente avevo una compagna: invece la mia ex-moglie non ce l’aveva, e neanche il mio figlio maggiore; così i due si sono visitati l’un l’altro e hanno vissuto spesso insieme. Che triste per i singles e le famiglie con bambini, imballate insieme nelle loro case. Per fortuna si poteva comunicare con gli amici e con la famiglia, via computer o parlando al telefono. Per fortuna il tempo era perlopiù bello, purtroppo con poca pioggia per l’orto, ma tuttavia si potevano incontrare i nostri cari e i nostri vicini fuori.

E avevo uno strumento (musicale!) per dare piacere alla mia città, cioè le campane. Un gruppetto di colleghi campanari aveva redatto una playlist di melodie per incoraggiare i residenti e i visitatori delle piazze delle città; così si ascoltavano evergreens, canzoni pop come “Heal the world” di Michael Jackson, “You’ll never walk alone”, “Con te partirò” di Andrea Bocelli, “We’ll meet again” di Vera Lynn, ecc. A volte c’erano reazioni degli ascoltatori, addirittura della stampa. Per dodici domeniche consecutive abbiamo suonato dappertutto nel Paese le campane alle 10 della mattina.

Siccome i medici specialisti consigliavano di fare sport fuori, andando in bici o a piedi, io ho provato a fare un giro ogni mattina. Il pomeriggio studiavo da solo e nei libri il greco, che ho iniziato da 2 anni e così in un solo anno ho saltato tre anni, cioè sono passato dal terzo al settimo anno (l’ultimo), anche grazie a un corso estivo ad Atene. Naturalmente ho mantenuto anche le altre lingue mediterranee, come lo spagnolo e l’italiano. E infine questo periodo era anche un’opportunità per recuperare la lettura, restando a casa.

Ma dopo aver citato i vantaggi per me, durante questa pandemia, non sono cieco per tutte le vittime in Belgio, attualmente già più di 11.000, e per i danni per i giovani, per la mancanza di lezioni “fisiche” e di contatto sociale. Anche per gli anziani nelle case di riposo o, peggio, soli nelle loro case, questo periodo deve essere stato brutto. Quando finirà? D’altra parte io stesso ero fortunato perché i miei suoceri, proprio in una casa di riposo, sono sopravvissuti al virus! In estate la situazione sembrava migliorare con meno di cento contagi al giorno e la gente era contenta di poter ricominciare la vita sociale, ma intanto la seconda ondata è arrivata, peggiore della prima e i tristi record dei contagi, dei malati e delle vittime sono stati superati, cosicché un secondo lockdown è diventato necessario fino a Natale e con giorni futuri più oscuri e più freddi. Speriamo che con il Natale ritorni un po’ di luce per tutti noi in questa pandemia.

Mathieu

Nato in Belgio
Vive a Tongeren

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