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La piscina

Quando ero un adolescente non mi piaceva molto andare in piscina. Visto che ero un po’ timido, andare in piscina con la scuola non era un’esperienza piacevole. Però mi piaceva comunque nuotare. Quindi, una volta, i miei mi hanno iscritto a un corso di nuoto d’estate. Ogni giorno, presto la mattina, dovevo andare in una piscina esterna. L’acqua era fresca e il maestro mi faceva fare la rana per un tempo che mi sembrava lungo. Ma così il movimento nell’acqua è diventato quasi un automatismo e col tempo l’esperienza di andare in piscina è diventata più accettabile, e poi addirittura piacevole. Un po’ come cambia il nostro gusto per il caffè: è troppo amaro per i bambini ma piace a quasi tutti gli adulti.

Adesso vado in piscina per fare sport. Non nuoto come i professionisti, ma me la cavo a fare tre chilometri in un’ora e cinque minuti. Nuotare mi fa sentire bene. Non è come correre, nel senso che non c’è nessuno shock, ma tutto il corpo lavora comunque. Mi aiuta anche a ridurre lo stress e a eliminare le calorie. È vero che questo tipo di sport è ripetitivo e solitario ma così ho un momento solo per me, posso pensare a quello che voglio oppure a niente.

Quando viaggio metto sempre in valigia le quattro cose che mi servono per nuotare: il costume da bagno, le ciabatte, gli occhiali da bagno e la cuffia. Ho scoperto che in Italia generalmente si deve portare anche il proprio lucchetto. Questo è scomodo secondo me. Cosa faccio con la chiave?

Olivier

Nato in Francia

Vive qui: 50°06′49″N 8°40′47″E

 

 

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