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Una pesca

Era l’una e stavo tornando a casa dal mercato degli agricoltori dove avevo comprato la frutta per la settimana seguente. In piazza gli acquirenti portavano le mascherine e ognuno diceva al fruttivendolo quale frutta desiderava affinché lui potesse sceglierla per loro e metterla in una borsa. I colori della frutta sembravano magnifici ma purtroppo era difficile determinare se la frutta era matura e dolce perché non ho mai toccato né annusato un frutto. A questo punto era impossibile non pensare come la mia vita d’estate sembrava essere cambiata in peggio.

Un po’ più tardi mi sono domandata se forse non tutto sia cambiato. Era quando stavo tenendo una pesca e l’ho annusata. La frutta sembrava avere un profumo squisito che mi ha portato alla memoria la mia casa di sessant’anni fa. Mia mamma mi chiedeva di aiutarla a lavare la frutta profumata mentre parlavamo della frutta di stagione e il nostro programma per fare una torta o per preparare la cena. Durante la mia infanzia i pomeriggi d’estate mi sembravano lunghi, pieni del profumo degli alberi, dell’erba. Sedevo sulla veranda dove c’era l’ombra e frequentemente appena un filo d’aria. In quel tempo non avevamo la televisione e dunque durante i pomeriggi estivi leggevo grandi libri ora dopo ora. Almeno per oggi è così per me in California perché mi godo un pomeriggio intero senza programmi, un’opportunità di dimenticare la crisi attuale e perdermi in un altro mondo con un grande libro senza aver bisogno di andare da nessuna parte.

In questo particolare giorno, penso che una piccola parte della mia giornata non sia completamente diversa da sessant’anni fa.

Elizabeth

Nata negli Stati Uniti
Vive a Orinda

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