A due passi da casa mia c’è una scuola secondaria dove all’inizio dell’anno scolastico vedo l’arrivo degli studenti freschi. Di solito ci sono varie attività per quelli del primo anno, come un gioco enigmistico nelle vicinanze che si fanno in piccoli gruppi. Proprio in questi giorni sto osservando l’ introduzione degli allievi e i loro modi per sopravvivere in un terreno inesplorato.
Settembre mi porta un sorriso. Quando è arrivata al termine l’estate, viene il giorno di nascita delle matricole. Dalle loro macchine le mamme danno alla luce i loro dodicenni, ragazzi nuovi di zecca. Con gli occhi spalancati fluttuano nel cortile della scuola. Si guardano intorno sperando che non tutti qui siano sconosciuti. Sono ancora troppo giovani per fingere di essere indifferenti.
Entrano in un nuovo mondo con i suoi nuovi ordini. Sulle spalle il peso degli zainetti, in cui hanno caricato tutti i loro libri di testo, perché non si può mai sapere, meglio essere sicuri sicuri. All’interno si muovono attraverso i corridoi infiniti alla ricerca degli armadietti, di una certa aula, del custode onnisciente. Nella pausa pranzo si formano dei gruppi maschili e femminili, ordinati secondo l’età, la lunghezza dei capelli, il colore dell’outfit. C’è sicurezza nella cabala. Stare da soli significa essere diversi, un destino per i perdenti o gli audaci. Il compito è stare attenti a come si parla e a come ci si veste. La cosa da evitare più di tutte l’hanno già capita: essere messi in imbarazzo.
Lezioni di cui si ha bisogno nella prima elementare? Scienze umane e una nuova lingua per capire cosa cavolo sta succedendo. Come mi piace settembre. Mi fa venire voglia di andare in cartoleria per comprare un bel quaderno e delle matite ben temperate. Mi serviranno per un nuovo racconto.
“They’ll learn much more
Louis Armstrong
Than I’ll ever know
And I think to myself
What a wonderful world”
Renske
Nata in Olanda
Vive in Olanda