Guy

Esito, devo iniziare la mia storia dall’inizio o posso iniziare oggi? Quando leggerete queste poche righe avrò compiuto 66 anni. Sono vecchio? No, ma la memoria è pigra, sporca e infida. Oggi mi lascia solo i ricordi che preferirei lasciar andare, e lunghe paternali, non più necessarie. Se avessi potuto scegliere, questi non sarebbero stati i ricordi che avrei conservato. Dimentico molto, sapete. Ma ce ne sono alcuni che preferirei cancellare e, sfortunatamente, quelli rimangono.

Invecchiare è una parte inevitabile della vita che tutti tentano di bloccare con elisir di giovinezza, o miracoli, ma è un lento e dignitoso passaggio che viene vissuto insieme. Mi piace sentirmi dire che non ho la mia età. Gli specchi, soprattutto al mattino, mi dicono il contrario.

Ok, tornio all’argomento. Dovete sapere che le decisioni prese per la maggior parte della mia vita sono state prese da altre persone. Per cominciare, dai miei genitori. Hanno deciso la mia educazione, tutte la mia educazione. A questa epoca non potevamo ribellarci, perché ‘volere’ non era nel vocabolario. Mi ricordo la scuola elementare, ogni mattina c’era mezz’ora per la lezione di religione, dopo si faceva sul serio, arrivavano i calcoli che erano considerati come la porta del successo sociale. Anche il sabato mattina c’era scuola. Per motivi personali ero in collegio, potevo tornare a casa solo la domenica. Per sopravvivere avevo inventato il mio angelo custode. Quello che è arrivato in ritardo il giorno in cui sono nato! Nell’esercito dovevo obbedire. Al lavoro: i clienti, i fornitori, gli obblighi hanno guidato la mia vita.

L’efficienza non è più affare mio. Perché Non più vincolato alle prestazioni professionali, né ai compiti familiari. La vecchiaia dà una libertà di movimento che non avevo quando ero nell’empireo della vita. Ciò che conta non sono gli anni di una vita. È la vita che è stata in quegli anni. Osservo con divertimento che quando avevo davanti a me l’essenziale della mia vita, correvo come se avessi paura di esaurire il mio tempo. Ed oggi, quando il tempo ora è misurato, che va diminuendo di giorno in giorno, mi concedo di assaporare i piaceri della lentezza. Più passa il tempo, meno pianifico. Ogni giorno perdo qualcosa di bello. Prima l’infanzia, poi una certa giovinezza, e poi le amicizie, gli amori, i genitori. Tutte queste cose che non tornano e che saranno perse per molto tempo. La vita è così, ci raggiunge sempre. Comunque, invecchiare è accettare di perdere.

Sono molto felice di essere nato in Belgio, uno dei paesi più benestanti del mondo. Nel crepuscolo della mia vita mi rendo conto che ho ancora molti sogni da realizzare, forse sarà in un’altra vita.

Guy

Nato in Belgio
Vive a Begijnendijk