Un amore estivo

Castelli di sabbia, aquiloni che volano sulla spiaggia, giorni coronati da patatine fritte e gelato. Gli ultimi momenti di sole, l’ora dell’oro, la luce morbida, che esalterà ogni soggetto, la profumata pineta al mare, le onde che lambiscono la barca. Sono i ricordi vaghi dei bei tempi della nostra amicizia.

Però non è più come una volta. Lo ammetto, sono un po’ delusa. Siccome si tratta di una mia amica d’infanzia la sopporto ancora oggi, ma abbiamo sviluppato una relazione complicata. Lei è diventata così imprevedibile da non so quando. In effetti non mi posso fidare più di lei.

Di solito veniva da noi per rimanere qualche mese e io l’aspettavo sempre con impazienza, perché mi era davvero mancata da un po’. In anticipo compravo un vestito a fiori per le feste estive e degli abiti sportivi per l’improbabile caso che volevo fare qualcosa di sportivo. Cercavo le ricette per un pic-nic sulla spiaggia. Consideravo persino un abbonamento in piscina. Sognavo tanti progetti perché non volevo perdermi niente di quel tempo prezioso.
E poi passavamo lunghissimi giorni al mare, uscivamo per andare ai concerti all’aperto, vivevamo di pizza e insalata mista. La sua compagnia era tenera e leggermente inebriante.

Però pian piano è cambiata, la mia amica è diventata inaffidabile e così i miei piani andavano spesso all’aria grazie ai suoi capricci. Oggi ci frequentiamo così. All’inizio della sua visita non c’è niente che non va. Porta con sé una leggera freschezza che rende la sua compagnia amabile. Poi quasi impercettibile il clima si trasforma. Il suo umore non può essere previsto. Andiamo in spiaggia nella speranza di passare un piacevole soggiorno nel calore, ma quando arriviamo lì l’atmosfera potrebbe raffreddarsi in un attimo. Bisogna che sia in guardia per le sue eruzioni violenti, in tal caso dovrei affrettarmi ad andare in un posto sicuro.

La sua calorosa presenza a volte potrebbe essere soffocante. Lei riempie la mia casa con la sua presenza opprimente, invadendo ogni stanza. Di notte mi sembra che se ne sia andata, solo per ritrovarla di nuovo la mattina dopo, seduta con il suo sovrappeso sul divano, la regina del dramma. Subito mi prosciuga l’energia.

Ed ora è fine agosto e la mia amica si prepara ad andarsene. Credo che abbia un rimpianto per il suo comportamento, faccia il suo meglio per rimediare. Trovo le mattinate dolci e fresche come una volta. Infatti non c’è niente di cui lamentarmi. Viene il momento di dirci addio e mi rende malinconica. Ripensandoci sono stata troppo severa con lei. Non è colpa sua che è cambiata. Lei è quella che è. Avrei dovuto apprezzarla. Avrei dovuto godermi la sua compagnia finché era con me. Le dirò “perdonami cara, ti prometto che ti darò un sincero benvenuto tra 9 mesi, proprio come sarebbe una bella gravidanza”.

Adesso sento già l’arrivo del suo caro fratello, l’ autunno. Sarà più cool, ne sono sicura.

Stagione di nebbie e morbida abbondanza,
tu, intima amica del sole al suo culmine

Ode all’autunno, John Keats

Renske

Nata in Olanda
Vive in Olanda