Casa albero libro

Si dice che un proverbio cinese dica: un uomo dovrebbe costruire una casa, piantare un albero e scrivere un libro. Queste sono tre cose che persistono dopo la morte, almeno per un futuro prevedibile.

In tutta modestia, non credo che i miei consigli per il futuro possano andare oltre, e spetta alle generazioni future aggiungerci i propri. In questo modo, spero che un pezzo della mia vita continui a vivere e a svilupparsi. Dopotutto, adesso un pezzo di coloro che mi hanno preceduto vive ancora in me.

Non ho costruita alcuna casa da sola.

I miei genitori, non appena se lo poterono permettere dopo la loro involontaria partenza per i Paesi Bassi, ne fecero costruire una, secondo le loro idee. Si trova in quello che considero il luogo più bello dei Paesi Bassi: il Wageningse Berg, alto 44 metri (!). Sulla facciata è incastonata una pietra con la scritta: “Questa pietra è stata posta da Iwan e Anneke Sewandono”. Io e mio fratello eravamo bambini all’epoca.

Un giorno quest’estate, mi sono sdraiata sul prato dietro casa per godermi il sole. Guardando intorno a me, vedevo le cime di almeno 15 specie di conifere stagliarsi contro il cielo. Crescono nel nostro giardino e in quello dei nostri vicini. Le conifere erano un hobby di mio padre, ex ispettore forestale per le Indie Orientali Olandesi e in seguito per l’Indonesia. Tutti questi alberi sono stati coltivati da semi germinati in una capsula di Petri, coltivati con cura fino a diventare alberelli e poi piantati, nel nostro giardino o in quello dei vicini. Mi è stato permesso di aiutarci mio padre.

Per me, finora, la cosa più vicina a scrivere un libro è stata la creazione di un manuale. Copre l’applicazione di una legge ambientale da me redatta in materia di consultazione pubblica. Successivamente la legge è stata modificata, dopo essere stata applicata per un bel po’ di tempo. L’idea di fondo, che tutti siano coinvolti nelle decisioni, è a malapena riflessa nella legge attuale. Viviamo in tempi diversi, con idee diverse. E anche con tecnologie diverse. Ciò che avevo raccolto come guida pratica, accompagnato dalle sentenze dei tribunali, è ora facilmente reperibile online. L’intelligenza artificiale ha reso tutto ancora più semplice, anche se temo che copiare ciecamente le risposte che l’AI produce, possa anche portare a malintesi.

Nel mio percorso verso la scrittura di un libro, c’è un’altra pietra miliare.
Nella casa della nostra infanzia, abbiamo trovato documenti della vita dei nostri genitori e una raccolta di lettere che mio padre scriveva durante i viaggi di lavoro, principalmente indirizzate a mia madre. Durante la pandemia di coronavirus mio fratello minore – non quello con cui ho posto la pietra della facciata, ma l’altro – ne ha raccolto le parti più interessanti, di questi documenti, in un libro, con testi di collegamento.

Ho contribuito per le integrazioni, traducendo documenti dove necessario e leggendo le varie versioni. Il libro, pubblicato qualche anno fa, dà un’impressione del periodo che va dagli anni ’30 agli anni ’60. Evidenzia anche il ruolo che una persona benintenzionata può cercare di svolgere.

Quando prendo in mano il libro, non vedo l’ora di approfondire questo materiale con le mie idee dentro, come figlia di quest’uomo così benintenzionato. Non tanto in un romanzo, quanto in brevi pezzi d’atmosfera.
Magari un giorno ci riuscirò?

Anneke

Nata in Indonesia
Vive a Den Haag