Nel centro del mio villaggio c’è un albero gigante a cui la maggioranza delle persone oggi non pensa molto. È un tipo di quercia (“Quercus lobata” ) endemica di questa parte di California ma non molto rara. Non lascia foglie colorate in autunno ma rimane sempre verde. I due rami principali di questo albero si estendono lateralmente e verso l’alto come se fossero le braccia piegate di un burattino di legno che abbraccia il cielo e la luce. Presenta una sagoma maestosa ed equilibrata ai passanti dall’altro lato della strada. Crea un’ombra gradita per le persone e un rifugio per altri esseri viventi come uccelli e scoiattoli. Questo albero e la sua storia unica rappresentano una parte della mia coscienza che spero di lasciare in eredità ai miei figli e nipoti. Mio marito l’ha soprannominato “L’albero di Nonna” e ora anche i miei nipoti lo chiamano così.
Tanti anni fa dopo un lungo periodo di convalescenza a causa dei miei problemi con la schiena, ho iniziato a lavorare come avvocatessa comunale nel mio piccolo paese. Un costruttore edile, che aveva un immobile proprio all’incrocio del centro storico, voleva abbattere questo splendido albero, sostenendo che i rami pesanti e la sua forma drasticamente modificata per adattarsi al suo progetto rappresentavano un pericolo sia per i pedoni che per le auto. Voleva evitare responsabilità e guadagnare spazio per più parcheggi. Ma l’urbanista e l’ingegnere del paese avevano avuto altre idee. Come avvocatessa comunale sono entrata a far parte del loro team con l’obiettivo di preservare l’albero storico per la gente di Orinda. Ho avuto un piccolo ruolo nel processo, redigendo e negoziando i termini di un accordo con il costruttore edile che includeva l’obbligo di salvare l’albero e di sostenere i suoi rami pesanti con tutori d’acciaio a forma di stampelle. Come me, l’albero era messo a dura prova a causa della sua struttura. Posso dire oggi che entrambi siamo sopravvissuti. Passando davanti al “mio albero” ci penso. Provo una gioia nel lavorare insieme ad altri per proteggere parte della natura che amiamo anche se sono piccole cose.
Mi sopravviverà sicuramente questo albero. Ha circa duecento anni e potrebbe vivere fino a quattrocento anni in più. Mi sembra che questo albero sia quasi eterno ma fragile. Spero che i miei nipoti si ricorderanno di me quando guarderanno l’albero della loro nonna e che racconteranno ai loro figli come l’albero ha preso il suo soprannome nelle storie della nostra famiglia. È un simbolo di bellezza naturale, di resistenza, di cura, di gioia, e di resilienza.
Elizabeth
Nata negli Stati Uniti
Vive a Orinda