Lucia

Sono nata sola. Perché mia mamma era sola. E non aveva con lei una infermiera. E così sono nata sola. Dopo noi abbiamo vissuto in una casa molto grande che era un bazar, che si chiamava “boa speranza”. Era un luogo molto importante nella città, perché era un negozio molto grande che occupava la strada. Noi abbiamo sentito un grande orgoglio perché noi eravamo persone molto importanti. Il bazar aveva di tutto: bambole, palle e tutto quanto per giocare. Anche il filo per cucire. Ma dopo mio padre aveva un piccolo aereo e andava sempre volando. E anche una motocicletta degli anni ‘40, un sidecar, e a mio padre piaceva andare con mia sorella nel sidecar. Erano tempi felici ma dopo mio padre ha deciso di andare a Rio de Janeiro e abbiamo cominciato tutto daccapo. Arrivando a Rio mio padre ha comprato un appartamento e io e mia sorella siamo andate a scuola. E abbiamo cominciato a fare un po’ di danza. Ma dopo mio padre ha comprato un’altra casa e noi abbiamo cambiato tutto. Penso che abbiamo vissuto in 4 o 5 case diverse, perché mio padre lavorava con immobili e quando cominciavamo a sentire un certo piacere in un luogo tutto cambiava. Quando avevo 8 anni e mia sorella dieci mio padre ha deciso di visitare la famiglia in Portogallo. Noi siamo restati in Portogallo per 2 o 3 anni. Io e mia sorella siamo andate a una scuola di suore per due anni. È stato un vero incubo, per me. Perché mia sorella amava molto le suore e io ero una ragazza ribelle.

Mi sono mancati così tanto i miei genitori. Mio padre era il mio eroe, era lui che mi ha messo sulle sue spalle quando ero stanca; mia mamma era la persona che io amavo di più; era lei che mi pettinava i capelli e faceva le mie trecce con due nastri bianchi; anche la mia amata nonna con cui ho parlato spagnolo. Durante il periodo che siamo stati alla scuola delle suore, mia sorella era il mio angelo custode, era lei che mi aiutava sempre quando avevo bisogno. Quando abbiamo vissuto a Lisbona, mio padre ha comprato una casa molto grande. Aveva due piani e mi piaceva salire e scendere le scale. Ma dopo un po’ siamo tornati in Brasile; un altro posto, un’altra casa…

Questa volta abbiamo studiato in una scuola portoghese, ma di tanto in tanto cambiavamo casa e scuola. La ultima casa è stata a Rio de Janeiro a Copacabana vicino al mare. Abbiamo cominciato daccapo. Ma è stato li che abbiamo conosciuto alcuni amici con cui abbiamo giocato a pallavolo, scherma e surf. Quelli erano momenti felici.… Quando avevo diciassette anni siamo tornati in Portogallo, quindi la mia vita è cambiata interamente. Siccome mio padre ha perduto molto denaro con gli immobili e anche perché la valuta brasiliana (cruzeiro) non valeva niente. Io e mia sorella cominciamo a lavorare in diversi mestieri, per avere un po’ di soldi per aiutare i miei genitori. Questi erano tempi duri… Ma ad un tratto, tutto è cambiato; con molta tenacia abbiamo iniziato a ballare e abbiamo ballato per molti anni. Abbiamo conosciuto molti paesi e diverse culture. A Lisbona ho cambiato casa cinque volte ma penso che questa sia l’ultima. È strano come passa il tempo e tutto cambia. Ora eccomi qui ad imparare questa bellissima lingua che è l’italiano con il professore Ugo Coppari.

Lucia

Nata in Brasile
Vive a Lisbona