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Fuori città

/ FUTURO /

Ieri ho chiamato un amico mio che vive nella provincia di Nuova Brunswick, in una piccola città a 1000 km da casa mia. Insegniamo nello stesso dipartimento all’Università di Ottawa in Ontario. In questo momento quasi tutti i nostri studenti seguono le nostre lezioni online dalla Cina. Una differenza di 13 ore di fuso orario ci separa, però la distanza, niente. Il mio amico rimane a casa sua, lontano dalla possibilità dell’infezione del Covid 19. Lui, come migliaia di canadesi, è partito dal suo appartamento piccolo in città per trasferirsi in un posto più sano e soprattutto più spazioso. Sospingiamo che la ragione per il calo della popolazione (dappertutto nel mondo) della grande città sia il Covid 19.

Immagino che nel futuro le condizioni del lavoro cambieranno. La gente vivrà dove preferisce, invece di dove c’è il lavoro. La tecnologia ha permesso al 29% della gente che, prima della pandemia ha lavorato in ufficio, di trasformarsi in lavoratori a distanza. Questa è la percentuale in Canada.

Prima della pandemia, la gente era già scappata dalla città. Dagli anni ‘50 la percentuale degli abitanti fuori dalla città è cresciuta fino ad oggi quando ha raggiunto il 67%. La periferia è diventata più attraente. Nella periferia abbiamo i negozi necessari. Inoltre, siamo in prossimità di una grande città dove si trovano molte istituzioni culturali, come musei, sale da concerto, e teatri.

Secondo me, nel futuro alcuni di quei lavori che sono diventati a distanza continueranno a distanza. Hanno deciso che la vita fuori città è più comoda. Avere un posto più spazioso con uno sbocco al giardino è utile quando c’è una pandemia e siamo obbligati a rimanere a casa nostra. E non avere dubbio, ci saranno altre pandemie.

Frances

Nata in Canada
Vive a Ottawa

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