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Anelare

/ FUTURO /

Il 2020 sarà per sempre l’anno di una mai prevista pandemia con proprio oggi (più di) 2 milioni di morti in tutto il mondo. La vita sociale in molte aree era scomparsa: molti solitari, situazioni difficili nelle famiglie perché si doveva sempre restare tra di loro e spesso a casa, nessuna festa, nessuna riunione. Avrò fra qualche mese 67 anni, ma non ho mai visto la gente anelare tanto al nuovo anno, come il 2021. Si augura sempre buona salute a Capodanno e i giorni dopo ma questo anno quella parola è più di una formula; speriamo tutto “il vecchio normale”; da noi in Belgio parliamo del “nuovo normale” rispetto al riscaldamento globale e al lockdown durante la pandemia; quindi adesso desideriamo di nuovo l’epoca pre-Corona o piuttosto un sicuro periodo post-Corona.

Siccome provo sempre a pensare positivo, bisogna trarre lezioni dalla pandemia. Certo sono nate nuove imprese creative alternative che rimarranno interessanti dopo il lockdown, come il take away nei ristoranti, le video conferenze (via Zoom) per cui possiamo evitare voli lontani e invece riunire persone da tutti continenti (in un numero illimitato), insegnamento online, sempre utile per i malati e gli allievi in qualsiasi difficoltà. Tuttavia i contatti fisici restano preferibili e gli studenti appartengono alle scuole o alle università, ciascuno ha bisogno di divertimento andando al ristorante, al cinema, al festival pop, al mare o in viaggio.

Pensiamo sempre che l’uomo è un sopravvissuto e che, finché si vive, si deve continuare, quello che ho spesso detto ai miei studenti prima. Sia se sei menomato, sia se rimani solo dopo una calamità senza famiglia, sia se sei in bancarotta, bisogna continuare fino al tuo ultimo momento. Certo, si possono e si devono piangere i morti, aiutare le famiglie distrutte e tutte le vittime di qualsiasi tipo dalla pandemia. Magari godremo delle piccole cose, come di una serata con amici, di una festa di compleanno, o semplicemente di un abbraccio con i nostri nonni e i nostri cari… o con i parenti di un morto.

All’inizio sentiremo un’inibizione (e forse per un lungo tempo ancora) nei contatti sociali o invece godremo di una serata tranquilla a casa, leggendo un libro, guardando una partita alla TV o chiacchierando con qualche amico, così che il tempo di vivere diventa più lento … ma la qualità della vita più grande.

Intanto siamo ancora un poco pazienti finché tutti quelli che lo vogliono avranno ricevuto il vaccino. Sarebbe orribile se ci fosse una differenza tra la gente con e quella senza il vaccino e non rischiamo nuove contaminazioni o morti in vista del traguardo e sopratutto non dimenticare mai i morti dovunque!

Mathieu

Nato in Belgio
Vive a Tongeren

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