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Vocazione

/ FUTURO /

Ultimamente stavo pensando molto alla via davanti a me. L’anno scorso ho celebrato il mio trentesimo anno. È un grande cliché, lo so, però quando un uomo arriva a questa età si comincia a riflettere sulla vita indietro; in quel senso la strada per il futuro inizia spesso con una valutazione del passato.


In quel giorno del settembre scorso ho pensato moltissimo al mio padre defunto e alla sua vita quando aveva 30 anni: già due figli e un altro in arrivo (che sarei io), una bella moglie e un matrimonio da 10 anni. Il suo lavoro non era la sua passione o ossessione. Ha fatto un sacco di lavori differenti durante la sua vita: il tassista, il postino, l’operaio, ecc. La sua vera passione era lo sport, vale a dire il calcio e, più precisamente, l’essere un arbitro.

Essere un arbitro di calcio può essere una vita piena di abusi però mio padre lo amava e grazie alla sua persistenza è diventato uno dei migliori arbitri in Irlanda della sua epoca. Finanziariamente non era una attività fruttifera ma era la cosa, a parte la famiglia, che gli dava la più grande felicità, la cosa che proprio gli portava significato. E qui ritorno al mio futuro, scusate la digressione.

Al momento sono disoccupato. Ho lavorato per molti anni (magari troppi) in un ostello della mia città. Mi hanno messo in esubero in marzo, a causa della pandemia. Presto sarà trascorso un anno di disoccupazione, però, a dire la verità, non è stato completamente un periodo disastroso; o almeno in senso strettamente personale, nel senso di sviluppo personale. Ovviamente io so che molta gente ha sofferto l’anno scorso: anch’io ho sentito la mancanza di contatto dalla mia famiglia e dagli amici. Non voglio che vediamo un anno così ancora una volta ma in qualche modo il 2020, quel tipo di paradosso di un’epoca noiosissima che non dimenticheremo mai, mi ha mostrato il tipo di futuro che vorrei per me, per la mia fidanzata e per i nostri futuri figli (incrociamo le dita).

Durante questo distanziamento sociale, minimizzando i contatti, tuttavia ho scoperto che amo proprio la vita tranquilla. La strada davanti casa senza il rumore del traffico: fantastico. Il tempo per preparare e cucinare la colazione, il pranzo e la cena: l’ideale, a mio parere. Ora dopo ora per dedicarmi alla lettura e allo studio: ma che bello! Allora che c’entra mio padre in tutto questo? Sento che lui ha seguito la sua vocazione. Vorrei seguire il suo esempio e dedicarmi alle cose che mi piacciono e passare più tempo con le persone che amo. Non vuol dire che vorrei diventare un arbitro, piuttosto che vorrei dedicarmi allo studio, allo scrivere, all’amore, alla tranquillità e soprattutto alla creatività, in un modo o nell’altro. La sfida è trovare un equilibrio fra le passioni e gli impegni. La speranza è di trasformare le passioni in impegni. Questi tempi strani mi hanno fatto vedere il futuro che preferirei io.

Thomas

Nato in Irlanda
Vive a Cork

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