Un atto d’amore

#diario estivo

Ci sono momenti nella vita che si sentono eterni, infiniti. Come navigare in mare e cercare l’orizzonte che non raggiungerai mai, perché ogni volta che pensi di arrivare al primo, appare un secondo, e quando si pensa di arrivare al secondo, appare un terzo, e così via. Ma ci sono anche momenti in cui senti che il tempo non è sufficiente per fare tutto quello che veramente vuoi fare. Gli orizzonti mi sono sempre sembrati interessanti e credo che siano presenti in tutte le vite di tutte le persone, sia letteralmente, metaforicamente o entrambi. Sono portoricana, vivo in un luogo circondato dall’acqua, ma oltre a questo, la mia casa è di fronte al mare, da qualche parte nella zona est del mio amato Portorico. Quindi ho una relazione incrollabile con il mare e i suoi orizzonti. Questa estate in particolare è stata molto interessante. Mi sono vista in momenti in cui sento che il tempo si ferma, e sono stata in momenti in cui il tempo scorre veloce come la caduta dell’acqua da una cascata. Ho avuto il tempo di pensare a una risposta e ho avuto il tempo di lanciarmi senza pensarci troppo. La mia estate si è basata su decisioni, cadute, azioni, reazioni e molti pensieri.

Non dimenticherò mai il giorno in cui mia zia mi offrì di dare dei laboratori di teatro a dei bambini negli Stati Uniti. Avevo paura, perché sarebbe stata la mia prima volta a offrire un laboratorio per minori fuori da Porto Rico e dovevo mettere da parte la mia lingua madre per parlargli in inglese. Oltre all’italiano, studio teatro e sto anche studiando pedagogia all’Università di Porto Rico. Quindi la proposta di mia zia mi è sembrata molto allettante. L’unica cosa che mi fermava era la paura che sentivo. Paura che non mi capissero, paura che non si sarebbero divertiti, paura di non poter parlare o esprimere attraverso il corpo ciò che volevo insegnargli, paura di ciò che avrebbero pensato gli insegnanti di me; la paura che sentiamo quando affrontiamo qualcosa per la prima volta. Ma allo stesso tempo, mentre ero a letto guardando il soffitto bianco e cercando conforto e tranquillità, mi sono chiesta: cosa sarebbe della vita senza paura?

La paura è parte della nostra natura umana, ed è necessario avere paura. Il nostro corpo risponde ai nostri scenari, ai nostri ambienti, e questo non deve essere ignorato. Prima l’ho sentito nel mio intestino e poi nelle mie mani e nei miei piedi, che sudavano freddo. Questo si stava intensificando mentre continuavo a pensare e pensare guardando il soffitto. Mi sentivo naufraga nei miei pensieri. E questo naufragio mi ha fatto tornare al momento in cui ho preso la lezione estiva di letteratura italiana avanzata ed ho studiato il poema “L’infinito’ di Giacomo Leopardi grazie alla mia cara professoressa. E proprio in quel flashback mentale mi è venuto il verso celebre: “E il naufragar m’è dolce in questo mare”. Il tempo si è sentito eterno, i pensieri si sono sentiti infiniti, ma dopo tanto naufragare sono riuscita a chiarire il mio orizzonte sfocato: ho deciso di lanciarmi in una nuova esperienza, accettando la paura e trasformandola in positività ed eventualmente… serenità. E quella era la decisione giusta. Alla fine, io e i bambini ci siamo goduti il laboratorio e quando stavo per andare, hanno fatto la fila per abbracciarmi. In quel momento che sono stata con loro ho sentito che il tempo è volato alla velocità dell’aereo che mi ha portato a quella destinazione. La ragione? Perché ho fatto un atto d’amore e mi sono circondata della creatività infantile, quella creatività che non ha limiti e che rende felici tutti i partecipanti.

Nelmaris

Nata a Porto Rico
Vive a Porto Rico