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2021

Alienazione

#diario estivo

Una mattina di fine estate. Cammino verso il negozio di orologi per cambiare qualcosa su un braccialetto a maglie. Non fa freddo, sembra che possa piovere da un momento all’altro. Il cielo è di un giallo piuttosto sporco che grigio. È tranquillo per strada, nel mio quartiere.

Il braccialetto mi è stato dato da una amica, che sono passata a trovare nella casa dove lei vive, per il suo fratello, morto di leucemia acuta. Era convinta che fosse causata dalla vaccinazione anti-Covid-19 di Pfizer. Le ho proposto di non discuterne, ma si sente che l’orizzonte del nostro stare insieme ha ottenuto un colore diverso. Questo sentimento ce l’ho anche per strada.

Ho visto come la gente si gode il suo bicchiere di caffè, appoggiando la schiena alle vetrina del negozio, progettato in stile laboratorio. Cammino da un “panino pubblicitario” (advertising sandwich board) di una delle tante cliniche per terapia della pelle e per bruciare i grassi. Da un parrucchiere da donna, una giace colla testa nel lavandino. Le porte dei costosi negozi di moda sono già aperte, ma è ancora troppo presto per le clienti.

Insomma la solita offerta alla moda con il messaggio: spendi molti soldi e andrà tutto bene. È qualcosa che non dice il vero. Quest’estate ho visto le immagini distopiche degli incendi boschivi nell’ Europa meridionale. Ho visto, al telegiornale, le facce sconcertate della gente, che ha perso la sua casa a causa delle frane e delle alluvioni oppure ancora peggio, la propria famiglia.

Ho preso nota del terzo rapporto sul clima, che ci dice di fermare il nostro modo di vivere. Ho ascolto le parole dei governanti impotenti che dichiarano che gli scienziati hanno ragione.
Ho visto l’immagine dall’Afghanistan, dove dopo venti anni sono ritornati gli orsi con i loro turbanti, le loro barbe e le loro pistole. Si chiamano gli studenti, “taliban”, ma si spaventano tutti quelli che hanno lavorato per l’Ovest. Ho visto il panico all’aeroporto di Kabul e l’atteggiamento riluttante del mio governo per salvare le vite degli umani da una situazione pericolosa. Mi vergogno. Sento il tradimento degli Stati Uniti verso i diritti delle donne e delle ragazze, ma anche il tradimento dell’esercito afgano stesso.

Mi sento indignata, arrabbiata e impotente ed è per questo che cammino per il mio quartiere con un braccialetto a maglie che deve essere cambiato.

Marguerite

Nata in Olanda
Vive ad Amsterdam

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