Alti e bassi

Quando penso al mio Paese, penso prima di tutto ai crimini commessi dal regime nazista contro gli
ebrei, all’orrore della guerra che alla fine ha lasciato un Paese devastato, milioni di morti, milioni di
profughi dalle regioni dell’est della Germania.

Penso alle difficoltà che avevano i residenti ad accogliere e integrare i compatrioti “stranieri”
benché quelli avessero avuto la stessa lingua, religione e cultura.

Penso ai duri lavori di ricostruzione del dopoguerra che facevano le persone come mia madre, i
nonni e tutti coloro che hanno costruito un Paese democratico, dove godiamo di libertà e
prosperità.

Dalla nostra storia fra il 1933 e il 1945 abbiamo imparato una lezione centrale: “Mai più guerra, mai più
genocidio, mai più tirannia.” Oggi invece vediamo la guerra in Ucraina, un Paese europeo a due ore
da noi in aereo. Adesso il nostro paese è diviso fra l’obbligo di fornire armi pesanti per sostenere
l’Ucraina nella lotta contro l’aggressore e il rifiuto della fornitura di armi al Paese attaccato per
paura che la NATO diventi schieramento di guerra.

Un gran numero di compatrioti, tuttavia, a titolo onorifico, aiutano i profughi ucraini: li accolgono
nelle loro case e appartamenti, organizzano corsi di lingua, li accompagnano dalle autorità comunali.
Già nel 2015 quando un’affluenza di profughi afghani, siriani, africani chiedendo asilo ha raggiunto
le frontiere tedesche – la cancelliera Angela Merkel aveva annunciato “Ce la faremo” – la gente era
molto ospitale.

Una cosa che mi fa male è che ci sono fasce di popolazione – magari poche – che disdegnano “gli
stranieri” per il colore della loro pelle, per la loro religione, per la loro identità diversa e che
combattono sempre anche le misure prese dal governo.

Ma non dimenticherò mai che molte persone coraggiose, candele in mano, nelle “manifestazioni del lunedì” contro il governo della Repubblica Tedesca Democratica (RDT), hanno provocato, in modo pacifico, la Caduta del Muro di Berlino e in questo modo hanno portato alla riunificazione del nostro paese nel 1989. Che grande gioia indimenticabile!

La Germania è, come si dice, “la terra di poeti e pensatori”, cioè, letteratura, arte, filosofia si
manifestano in tedesco. È vero, la nostra lingua è considerata difficile per la sua pronuncia, la sua
grammatica. Ma a me piace che il tedesco, da lingua di cultura, abbia una grande facilità nel
formare nuove parole e che sia sempre stato aperto – dai tempi dei romani – ad accogliere parole di
altre lingue. La nostra lingua ha persino trasferito proprie parole, nella loro forma originale, in altre
lingue.

Noi tedeschi siamo disposti ad imparare lingue straniere per iniziare amicizie con i nostri vicini in
Europa e altrove.

Ultimo ma non meno importante, i nostri paesaggi e le nostre città, dal Mare del Nord alle Alpi,
sono interessanti e meravigliosi.

Io amo ed apprezzo il mio Paese nonostante gli alti e bassi della sua storia.

Nella Costituzione del 1949, la nostra Legge Fondamentale afferma: “La dignità umana è inviolabile. È dovere di ogni autorità statale proteggerla.” Così sia perché tutti possano vivere i nostri valori in pace e libertà.

Karin

Nata in Germania
Vive a Pentling