Una strana belva

Il mio Paese è attualmente una strana belva.

Nei giorni migliori i suoi abitanti (dei quali faccio parte) sanno essere cortesi, molto spiritosi e civili.

Nei giorni meno buoni, si immaginano nel XIX secolo, dominano ancora le onde ed eleggono il signor Johnson per portarli in un paradiso indipendente e totalmente immaginario dove tutte le nazioni del mondo ci imploreranno di firmare nuovi accordi commerciali indipendenti e dove il Regno Unito sarà accolto ai tavoli migliori per negoziare accanto a Cina, Stati Uniti e UE.

Siamo un gruppo particolare. Ci piace pensare di essere diversi, ma non lo siamo. All’interno c’è molta influenza scandinava, olandese, tedesca, normanna se si guarda bene.

Ma noi crediamo che il mix risultante ci renda in qualche modo una razza insulare superiore. Non vogliamo partecipare da pari a pari ai giochi degli altri ragazzi.

E, come se non bastasse, siamo riusciti ad eleggere il governo più privilegiato e fuori dal mondo degli ultimi 100 anni. In un momento in cui l’unica strada da percorrere sul cambiamento climatico e su tutti gli altri fronti importanti è quella di partecipare positivamente e da pari a pari con le altre nazioni della Terra.

Il nostro tempismo e la nostra mentalità nazionale fanno schifo.

Ma questo non cambia affatto il piacere di una buona conversazione con amici in un pub tradizionale con una pinta di bitter e la promessa di un “steak and ale pie” o di un fish and chips.

Però il piacere sta diventando sempre più malinconico. L’isolamento non dà gioia.

Parry

Nato in Germania
Vive a Little Chalfont