Cambiamenti sismici

Si dice che la storia si ripete. Certamente, non si ripete esattamente, però si possono indovinare parallelismi tra il Risorgimento nel 1860 e gli anni ‘60 negli Stati Uniti. Il Risorgimento era il tema de “Il Gattopardo”, scritto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e parlava di un profondo cambiamento politico e sociale in Sicilia, ed eventualmente in tutta Italia. D’altra parte, gli anni ’60 negli Stati Uniti sono stati anche un periodo di sconvolgimento sociale, politico e culturale, e ha inaugurato una nuova epoca di speranza e cambiamento. Il Risorgimento iniziava con la Spedizione dei Mille al comando di Giuseppe Garibaldi con l’obiettivo di deporre il Regno borbonico delle Due Sicilie. Allo stesso modo, negli anni ’60 gli Stati Uniti erano impegnati in una guerra post-coloniale in Vietnam, la Guerra di Resistenza Contro gli Stati Uniti. La guerra ha aperto una frattura, un “divario generazionale” in tutto il Paese.

Sono stato uno studente d’economia e storia dell’arte all’università in California nel periodo 1966-1971, una epoca di cambiamenti sismici in tutto il Paese, il mio Paese. Cosa stava succedendo? Cose buone, cattive e brutte. C’erano cose buone, come il tentativo di creare una società più egualitaria con un programma del governo, “La Grande Società” e “La Guerra contro la Povertà” (1964-65); Mario Savio e il “Movimento di Libertà di Parola” (Berkeley 1964); legislazione sui Diritti Civili e Registrazione degli Elettori (1964-65); Liberazione delle Donne; Cesar Chavez e l’Associazione Nazionale dei Braccianti Agricoli; l’atterraggio sulla Luna (1969); la musica di protesta di Joan Baez, Bob Dylan, Pete Seeger, Peter-Paul-and Mary, Judy Collins, Phil Ochs, ecc. Tra i giovani c’era un sentimento di rifare il Paese per farlo più giusto e più armonioso con uno scatenamento di creatività e possibilità illimitate. E posso aggiungere, la disponibilità di marijuana!

Le cose cattive e brutte includevano, soprattutto, la Guerra di Resistenza Contro gli Stati Uniti in Vietnam che ha causato 2-3 milioni di morti in Vietnam e quasi 60.000 soldati americani. Ricordo bene il guardare il telegiornale ogni venerdì sera dove il conduttore di notizie, Tom Brokaw, diceva qualcosa del genere: “e questa settimana 450 soldati americani erano uccisi in Vietnam”. Oppure, “343 erano uccisi” la settimana prossima. E così via per mesi e mesi. Ho pensato…che pazzia! Quando si ferma? Dobbiamo fermare la guerra! Vattelapesca! Abbiamo dimostrato contro la guerra e abbiamo rifiutato la coscrizione. Sembrava che fossimo sull’orlo dello scoscendimento e che avremmo perso per sempre.

Oltre a questa tragedia possiamo aggiungere altri eventi sconvolgenti come l’assassino del Presidente Kennedy (1963); la Ribellione di Watts a Los Angeles (1965); la Crisi Missilistica Cubana e la minaccia di guerra nucleare (1960); l’assassino di Medgar Evers, un attivista per i diritti civili (1963); la Ribellione a Detroit (1967); e l’assassino di Martin Luther King Jr. (1968). Questi eventi orribili e sconvolgenti sono incisi nelle nostre memorie collettive.

Nel romanzo “Il gattopardo”, Tancredi Falconeri ha detto allo zio, Principe di Salina, “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Tancredi vorrebbe spiegare che il sistema feudale della nobiltà sarebbe stato presto rovesciato dalla rivoluzione a meno che non ci fossero alcune concessioni alla nascente classe borghese. Ci sarebbe stata una possibilità di conservare alcuni dei loro privilegi se avessero accettato di dare voce alla gente comune. Negli Stati Uniti negli anni ’60, i politici al potere non hanno modificato volontariamente le leggi sui dritti civili e hanno abusato del potere economico e militare in Vietnam. Mancavano anche la previsione e la forza di volontà per eliminare il razzismo, per creare una società più egualitaria. L’inevitabile conflitto e la distruzione sono accaduti. In entrambi i casi, nel Risorgimento nel 1860 e 100 anni dopo negli Stati Uniti, quelli con il potere si sono aggrappati alle loro idee e politiche antiquate.

Allora, in questo momento, mentre il cambiamento climatico incombe all’orizzonte, mi chiedo se cambieremo il nostro consumo di combustibili fossili abbastanza rapidamente “che tutto rimanga com’è”.

David

Nato negli Stati Uniti
Vive a Washington D.C.