La stanza accanto

Carissime figlie, carissimi nipoti,

se state leggendo queste parole, significa che non ci sono più.

Non siate tristi: La morte fa parte della vita.

Non voglio che resti di me una copia digitale, una voce fatta dal computer o ricordi ridotti a dati.

Non voglio che mi cerchiate su uno schermo.

“Ho vissuto la mia vita – con alti e bassi -”, come diceva il vostro buon padre e nonno. “Posso andarmene.” Io sono stata qui, con voi, nel tempo che mi è stato dato da Dio, credo.

Voi conoscete le mie “scottature” da piccola e da giovane e spero che possiate ricordarle sempre, ma anche le gioie che mi dava il mio lavoro, le gioie che vivevo con vostro padre e nonno e con voi. Vi ho amato con tutto il cuore, ma anche con i miei limiti e i miei errori. Vi prego di perdonarmi.

Tutto questo non serve a essere conservato in dati, ma ricordato nel cuore.

Se qualcosa di me deve restare, spero che siano i piccoli gesti: la mano che vi accarezzava, le storie che vi leggevo prima di andare a dormire, le vacanze che passavamo in famiglia, le feste che celebravamo, le canzoni liete o malinconiche che cantavamo insieme, la mia gioia per i vostri successi nella vita.

Non vi chiedo di ricordarmi sempre, ma ogni tanto, parlate di me, magari guardate una foto di me con vostro padre e, soprattutto, non abbiate nostalgia.

Voglio solo che sappiate che esserci con voi è stato un dono per me. Da cristiana, spero di vivere in eterno, ma altrove. E come dice Henry Scott Holland:

“La morte non significa nulla.

Sono solo passato nella stanza accanto.” (…)

Vi aspetto, proprio qui vicino,

dall’altra parte della strada.

Va tutto bene.”

Vi voglio bene.

Con affetto profondo,

Mama e Oma

Karin

Nata in Germania
Vive a Pentling