Lassù

Sto seduta sola sul mio balcone, godo del leggero vento estivo, mi piacciono i tanti tipi di fiori di colori differenti, guardo le piante di pomodoro nel giardino dalle cui foglie verdi spuntano i frutti rossi. Sopra gli alberi si erge il campanile della chiesa.

Con gioia, i miei occhi vagano oltre – comincio a sognare proprio così ….

Una bambina indossando un vestito bianco cammina in un prato stellato di fiori verso una casetta, al suo lato un uomo che tiene la sua manina molto stretta. La piccola non vede la faccia dell’uomo perché è troppo grande, ma lei sa con sicurezza che lui è suo padre. Si sente protetta dal suo amore. Ma improvvisamente inciampa, perde la mano forte e l’immagine pacifica svanisce.

Questo sogno l’ho sognato spesso, anche da adulta – mio padre non l’ho conosciuto a causa della seconda guerra mondiale.

Ricordo le estati dopo il 1945 quando noi bambini, a piedi nudi, attraversavamo i campi saltanto, dopo la raccolta del grano, per raccogliere le spighe lasciate. Ricordo che nei boschi coglievamo mirtilli e funghi per avere un cibo semplice, ma per mia madre e me “un banchetto” perché di solito soffrivamo la fame.

Per le domeniche estive degli anni cinquanta preparavamo un cesto con pane, frutta, polpette e bevande e prendevamo il tram da un capo all’altro della città di Regensburg, passando per il centro medievale, ammirando la cattedrale gotica e i palazzi grigi che i mercanti avevano eretti secoli fa. Arrivavamo dopo un lungo viaggio fuori città, camminavamo ancora prima di arrivare a una collina che domina il fiume Danubio, stendevamo una coperta sull’erba che profumava di fiori e di terra e ci godevamo il pomeriggio.

Queste gite, con le gioie semplici, le ripetevo con mio marito e le nostre due piccole figlie che rimbalzavano sull’erba e esultavano quando lanciavamo loro la palla.

Anni dopo siamo andati con loro in Italia, abbiamo vissuto le nostre prime esperienze con paesaggi sotto un sole brillante, con il cielo “dipinto di blu” e “felice di stare lassù”, città storiche meravigliose, il mare azzurro con il sapore di sale, gente con cui ho parlato le mie prime parole in italiano …ricordi indimenticabili!

E allora, un’ estate in crisi, la guerra non lontana da noi, città devastate, bambini e adulti morti…
Come sarà l’estate a venire?

Ma mentre la sera sta scendendo e le campane suonano per la preghiera della sera, ricordo una poesia del poeta tedesco Joseph von Eichendorff che dice alla fine: “ … e la mia anima spalancava le sue ali, volava attraverso le terre silenziose come se stesse volando verso casa.”

Karin

Nata in Germania
Vive a Pentling