Curiosità

Quando avevo dieci anni, dovetti frequentare una nuova scuola in città. La scuola storica si trovava in un edificio a due piani costruito con mattoni rossi in uno stile classico. Ogni giorno andavo lì a piedi sul marciapiede di ardesia accanto alla strada di ciottoli. Dentro l’aula sedevamo sulle sedie di legno attaccate alle scrivanie. Le gambe di ferro erano fissate al pavimento in sei file diritte davanti alla maestra. Quando faceva bel tempo le finestre erano aperte ma in inverno tutto era chiuso e l’odore di lana bagnata si diffondeva in tutta la stanza. Insomma, era come essere in un museo ammuffito.

Inoltre le nostre lezioni erano classiche e semplici come l’edificio. Ogni giorno io e tutti gli altri studenti ci incontravamo in un grand’auditorio per cantare insieme le canzoni tradizionali prima di andare nelle aule per studiare la letteratura, la scrittura e l’aritmetica. In questo posto ero felice e tranquilla tranne quando urlavano le sirene delle esercitazioni antiaeree. Immediatamente mi infilavo nel seminterrato per abbassare e coprire la mia testa in un posto più sicuro. In questi momenti spaventosi avevo paura che la guerra fredda sarebbe diventata una terza guerra mondiale e le bombe sarebbero cadute presto.

Qualche anno dopo studiavo in un liceo più moderno e stimolante. I nostri insegnanti che erano anche professori all’università ogni giorno dimostravano le loro tecniche mentre una ventina di osservatori sedeva in un cerchio dietro di noi. Mi ricordo che la mia insegnante di lingua francese parlava solo francese con molti gesti esagerati nonostante noi fossimo principianti a bocca aperta. Spesso gli insegnanti sperimentavamo con i loro approcci all’insegnamento che erano sempre interessanti se non efficaci.

Forse più di ogni altra cosa, non posso dimenticare la gioia di imparare tante nuove cose. Adesso è ancora così per me.

Elizabeth

Nata negli Stati Uniti
Vive a Orinda