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La via di Bruno

Siamo in un’era di contrasti paradossali. In paragone con la prima e la seconda guerra mondiale, siamo per la prima volta in una guerra mondiale che coinvolge direttamente tutti i Paesi e i suoi cittadini. Però il nemico è invisibile. Tutti contro un virus con l’obiettivo di fermare la malattia COVID-19, sia indossando la maschera, sia evitando il contatto tra la gente oppure nella ricerca di un vaccino. Come in tutte le guerre ci sono le armi. Ogni volta che qualcuno decide di andare via senza maschera diventa un’arma del virus. L’egoismo, la mancanza di empatia e solidarietà delle persone che non hanno amore anche per la loro vita sono cibo per il virus che senza avere un contatto diretto tra due o più persone non potrebbe mai sopravvivere da solo.

Dall’inizio della pandemia la mia vita è stata ridotta a un luogo, la mia casa e tre principali schermi: il computer, il cellulare e la TV. Nella mia casa vivo piacevoli momenti con mia mamma, mia sorella e i miei quattro gatti. Ho scoperto nuove maniere di passare il tempo. Mi sono dedicato al giardinaggio e adesso il nostro giardino è pieno di verdi viti e ci permette una piccola connessione con la natura. Ho fatto una piccola ristrutturazione nell’area esterna della mia casa, ho dipinto dei mobili, ho imparato a cucire e il risultato del lavoro in famiglia è stato un spazio esterno d’ispirazione greca. Lo schermo del computer rappresenta la mia vita professionale, adesso non ho bisogno di spendere fino a due ore per arrivare all’ufficio e ritornare a casa, posso concentrarmi soltanto nei compiti del lavoro. Il cellulare rappresenta il contatto con l’universo esterno. Siccome preferisco il giardino per potere essere in contatto con la natura, faccio tutte le videoconferenze nell’area esterna. Le riunioni di lavoro, le attività fisiche che ho cominciato con una personal trainer in quarantena, le lezioni di francese che ho cominciato a seguire, le classi di conversazione di inglese e spagnolo che adesso sono online, le chiacchierate con gli amici, hanno soltanto un luogo: lo schermo del mio cellulare tra le mie piante. È anche nel mio cellulare che sto scrivendo questo testo. Lo schermo della TV rappresenta tutte le attività culturali. Il cinema, le serie, il teatro, i video e i documentari sulle curiosità storiche e culturali si trovano adesso nella mia TV.

Nonostante i piacevoli momenti che ho potuto godere, ho coscienza della serietà del periodo che il mondo attraversa. Fino al momento che sto scrivendo questo testo 1,2 milioni di sogni, progetti, idee, personalità, amici, fratelli, sorelle, figli, padri, madri, nonni, nonne, bisnonni, bisnonne, vite ed anime che il virus, con l’aiuto di altri virus come il virus della negazione della scienza o dell’individualismo, sono stati interrotti. Però sono sicuro che vinceremo questa guerra contro il virus e contro noi stessi. Tutte le nostre lacrime di tristezza evaporeranno e diventeranno una pioggia di gioia. Il buio finirà, come gli armistizi rappresentano la fine delle guerre, il vaccino arriverà e il virus si arrenderà. Il mondo si accenderà nuovamente. Le luci della speranza splenderanno.

Bruno

Nato in Brasile
Vive a Rio de Janeiro

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