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Nave

/ UN VIAGGIO INDIMENTICABILE /

Quando ero piccolo, un amico di mio padre, Georges, veniva a trovarlo due volte l’anno. Era un macchinista su un mercantile. Aveva sempre storie da sognare ma anche molto piccanti, audaci e se fossero diventate troppo piccanti, audaci sarei dovuto andare a letto. Sognavo già di solcare gli oceani con una nave verso destinazioni dietro l’orizzonte. Non era mai successo per tanti motivi.

All’inizio del 2013 avevo letto un articolo di giornale sui viaggi molto speciali da fare. Esiste la possibilità di fare un viaggio su una nave portacontainer come passeggero. Ho preso contatto con l’ufficio di cui si parlava nell’articolo e dopo molte mail anche con la società armatrice avevo trovato una nave (il Kraftca) che sarebbe partita in agosto da Anversa per la Finlandia. Dopo aver ricevuto il permesso del capitano, ero pronto. La data esatta viene comunicata solo pochi giorni prima della partenza. Sono partito venerdì 2 agosto di quell’anno. Quando sono arrivato al porto sono stato aiutato da due marinai. La mia cabina era al sesto piano e siccome non sono su una nave di crociera niente ascensore. La mia prima impressione: tutto è pulito, molto pulito. Ho ricevuto istruzioni del capitano sul viaggio, le previsioni del tempo, gli orari dei pasti e dove potevo circolare e dove no. Si usano molto parole inglesi sulla nave perché ci sono molte nazionalità diverse. Il capitano era olandese, un ufficiale era russo, l’altro estone, c’erano anche molto filippini. ‘Sailing’, partenza alle nove della sera. Ero sul ponte di comando all’ottavo piano, avevo una vista impressionante, dovevamo essere lunedì a Hanko in Finlandia. Che esperienza! Ma le prime 24 ore ho avuto l’impressione: “Porca puttana cosa mi sono fatto”. Quella che doveva essere la realizzazione di un sogno sembrava diventare più un incubo. La prima notte ho dormito 2 ore e mi sono svegliato con il mal di mare, la prima volta nella mia vita. Avevo scoperto che una nave portacontainer è molto, molto rumorosa e altalenante. La mia prima colazione era gigantesca, c’è cibo per tutte le nazionalità ma non potevo ingoiare niente. Su una nave del genere, se non c’è lavoro da fare, le persone dormono o mangiano, nient’altro. Insomma, un cattivo chef rovina l’atmosfera in mare.

Sono andato sul ponte di comando per comprendere perché la nave era instabile. Il capitano aveva deciso di svuotare le zavorre, il mare era calmo, disse, era più economico. Dopo, tutto è tornato alla normalità e ho potuto godermi i pasti e il viaggio.

Ho imparato molto sulla marcia della nave durante questo viaggio, che ha consumato 100 tonnellate di carburante al giorno, ho navigato sotto “Il ponte di Øresund”, ponte molto conosciuto tra la Danimarca e la Svezia, ho visto Hanko e Rauma, piccoli porti finlandesi, ho scoperto miriadi di stelle, ho visitato la nave, ho visto i motori lunghi 6 metri! Che muovono due eliche di 5,40 metri di diametro. Sono andato sulla prua. Abbiamo avuto un sacco di beccheggi, bel tempo e anche della pioggia. Ho appreso molto sulla nave, la nautica, i container, ecc. È una fabbrica a sé stante. Nove piani di altezza, 205 metri di lunghezza, 25 metri di larghezza, 28.000 tonnellate senza carico. Vi troverete in un mondo di uomini dove tutto è organizzato e organizzato molto bene. Mi ricorda un po’ ‘il servizio militare, ma più rilassato. Niente è lasciato al caso. Ci sono regole e ci sono incarichi. Ogni giorno, settimanalmente, mensilmente, qualcosa deve essere controllato, sostituito, verniciato o mantenuto. Tutto è descritto nei minimi dettagli! C’è anche un registro sul ponte. Ogni evento, cambio di percorso, meteo, contatto, posizione, tutto viene annotato ogni ora e talvolta anche più precisamente.

Lo farei ancora? Sì, forse. Ma un passeggero su una nave portacontainer deve avere meno di 60 anni, regole assicurative! Un consiglio: deve essere innamorato delle navi e del mare, altrimenti è un incubo!

Guy

Nato in Belgio
Vive a Begijnendijk

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