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Profondità

#tecnologia

Sono uno di cinque fratelli e due sorelle. Vivo vicino a Washington D.C. e i miei fratelli e le mie sorelle vivono in diverse parti della Pennsylvania. In tempi normali ci incontriamo di persona circa quattro o cinque volte all’anno. Ci incontriamo nei ristoranti, nei musei, nei giardini pubblici e in altri luoghi di interesse. La pandemia sembrava aver interrotto questa tradizione, questo ritmo delle nostre vite. Quelli che lavoravano con la tecnologia hanno girato in quella direzione all’inizio della pandemia, per poter continuare a incontrarci. Per quelli di noi senza esperienza tecnologica l’idea di usare il computer aumentava il livello di ansia e frustrazione già presente. A poco a poco con l’aiuto degli altri e con l’aiuto dei figli ci siamo finalmente incontrati sul computer e abbiamo gioito a vederci, a parlarci e a ridere con gli altri.

Ci siamo dati il permesso di scappare brevemente dal peso della pandemia, di continuare a condividere in modo diverso il ritmo del nostro passato.

Lo schermo di un computer ha indubbiamente solo due dimensioni, altezza e larghezza, ma non ha la profondità dello stare insieme di persona. Tuttavia, per molte persone durante la pandemia, il computer compensava questa dimensione mancante offrendo la profondità di continuare a godere dello spirito unico della propria famiglia.

Ted

Nato negli Stati Uniti
Vive ad Alexandria

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