Acqua e bici

Gli italiani amano l’Olanda. Ogni anno ci sono almeno 500.000 persone che ci vanno. Sono impressionati dalla cultura e dalle città piene di sorprese. Ma nei loro occhi siamo anche in avanti sul terreno dell’architettura moderna, delle costruzioni d’acqua, nel design e nella durabilità. Siamo considerati come bon vivants e amanti della libertà. Mancano le tende alle finestre e si può guardare dentro.

Ma la bicicletta è il vero simbolo della libertà. Tutti lo fanno con i capelli al vento. Ammirano il paesaggio delle zone umide e si domandano come facciamo: la lotta contro tutta questa acqua. Apprezzano la maniera in cui abbiamo sistemato la nostra società. Trovano i miei compatrioti gentili e servizievoli. Sono sorpresa che durante i giorni festivi nazionali, come il compleanno del nostro re Willem Alexander, il 27 aprile, tutti si vestono nel colore arancio. Il colore simbolico della casa reale. Ma il grande accordo tra gli italiani e gli olandesi è che tutti e due sono tifosi di calcio.

Questa informazione ho trovato sul sitoweb di Unione Nazionale di Turismo Olandese e mi piace per commentare alcune cose in ordine casuale.

Prima di tutto siamo una società di cittadini malgrado il fatto che abbiamo un re. L’uguaglianza per tutti è molto apprezzata, ma è ad alta tensione. L’estrema destra ha il 20% dei voti. Esiste anche una mentalità ultraindividualista. “ Mi piace essere me stesso.” Questo ha durante il Covid causato problemi perché ci sono (stati) tanti olandesi che volevano decidere per se stessi se o non prendevano il vaccino. Questo non è partecipare alla libertà ma approfittarne. “Piacere essere se stesso” senza rendersi conto che qui funziona lo stato di diritto e un sistema di assistenza finanziaria è un atteggiamento egoistico. Viviamo su un materasso di prosperità economica. Vediamo come le cose si svilupperanno nel futuro.

Oltre che siamo uniti dietro il colore arancio è che abbiamo avuto una lunga storia nella lotta contro l’acqua. Ho scritto già in un articolo diverso per Pensierini che diciamo: Dio ha creato il mondo ma gli Olandesi il loro Paese. La nostra conoscenza su come gestire l’acqua è famosa nel mondo.
La situazione è complicata e piena di tensioni: fra la città e la campagna, fra il mare e i fiumi, fra l’industria e la natura in generale.

Ed anche in questo caso: vediamo come le cose si svilupperanno.

Per quanto riguarda andare in bici mi piace raccontare come sono sistemati i depositi biciclette perché per me è un esempio buono di come funziona la nostra società in generale.

In un Paese piatto la bici è un mezzo di trasporto ovvio e non inquinante. Ma che si fa quando ci sono 10.000 impiegati che vengono in bici insieme in un luogo, come l’Ax-Sud, il centro economico della Olanda?

Ci sono depositi nelle grandi città che sono grandi, belli e bene sistemati. Si entra su un nastro trasportatore automatico, i porti si aprono in automatico e le persone fanno il check in automatico. Poi si fa la scelta per un posto. Ci sono posti per bici con una cassa sul parafango anteriore, per bici da carico, per bici con manubri larghi, bici normali ecc. Dopo che si è messa a posto la bici si deve memorizzare il numero della strada perché si deve anche ritrovare la bici. Le strade hanno due piani di posto ai due lati.

Durante il processo non c’è nessun impiegato per aiutarti. Lui (o lei) si è nascosto in un angolo dietro una vetrina e esce soltanto per appendere un cartone alla bici quando l’ hai messa nella categoria sbagliata.

Questo è un po’ simbolico per la nostra società: tante regole e nessuno per aiutarti in avanti, soltanto dopo che hai fatto un errore riceverai un rimprovero anonimo. Non c’è da stupirsi che così tante persone si mettano nei guai. Meno male che il governo si rende conto che manca l’umanità, ma non è facile cambiarlo. Vediamo come le cose si svilupperanno nel futuro.

Non vorrei vivere da nessun’altra parte.

Marguerite

Nata in Olanda
Vive ad Amsterdam