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Perù

/ UN VIAGGIO INDIMENTICABILE /

Viaggiare è esplorare il mondo, che si può fare in tante forme: viaggio sportivo, viaggio spirituale o religioso da pellegrini, city-trip, vacanza al mare, vacanza di sci, vacanza di cultura in continenti lontani, viaggio alternativo in contrasto con il turismo di massa, ma qualsiasi forma in questo periodo di Coronavirus è per un po’ impossibile. Un momento ideale per la riflessione. Godere dei ricordi di viaggi passati o sognare obiettivi futuri, non più tanto evidenti per me all’età di quasi 67 anni. Dipende, al primo posto, dalla mia condizione fisica, nella quale adesso fortunatamente non ho problemi.

La scelta del viaggio indimenticabile non è semplice, perché ogni viaggio ha qualcosa di unico, di speciale e include sempre, diciamo, gli stessi momenti, cioè prima del viaggio, durante il viaggio e le esperienze dopo. Esistono anche i viaggi di lavoro, i quali non tratteremo oggi.

Normalmente, preparando il viaggio, hai un’idea del corso e dello scopo del progetto che può al momento stesso, essere diverso dal sogno o dal concetto originale. I ricordi d’altra parte dipendono spesso da piccole coincidenze o dettagli come una malattia inaspettata, un museo forse chiuso il giorno previsto per la visita, il tempo davvero brutto che rende impossibile quella escursione programmata. E non parliamo di uno sciopero nel Paese ospitante, di difetti tecnici di bus, treni o di qualsiasi altro mezzo di trasporto, di ondate di caldo o di freddo estremo per cui non ci si addormenta come sperato.

Con tutti questi dati e visto che il viaggio è per così dire l’unico lusso che mi permetto, il viaggio in Perù sarà il più indimenticabile, per i seguenti motivi: il tempio di Machu Pichu si trovava già da tempo sulla mia bucket list, legato all’Inca-trail, che sfortunatamente era stato cancellato prima dell’inizio del viaggio, ma veniva sostituito dal Lares-trail, che è tanto avventuroso e spettacolare quanto l’Inca-trail. Con la mia educazione di filologo classico e musicologo, il viaggio per il Perù nel 2018 fu il più impressionante, sia dal punto di vista fisico sia da quello culturale, perché ho raggiunto i miei limiti fisici superando un’altezza – per la prima e probabilmente anche l’ultima volta! – di 5.000 metri, a cui mi riferisco nella foto di Vinicunca, che avevo aggiunto al mio testo sulla bellezza nel 2020.

Anche il viaggio per le Ande prima della visita a Michu Pichu mi è costato estreme forze ma con le sue viste magnifiche che ma allo stesso tempo erano un po’ orribili! La gente lì era amichevole e rideva spesso nonostante i commercianti fossero a volte invadenti. Soprattutto eravamo felici con la nostra guida turistica, l’Olandese Eric, che vive da tempo in Perù e che ha avuto una figlia con una partner peruviana. Lui sapeva tutto delle abitudini locali e delle mance e ci propongeva attività speciali come “sand-diving” (cioè scivolare giù da una montagna di sabbia nel deserto su una tavola da surf) e un volo in elicottero con piroette per osservare disegni preistorici “Le linee di nazca” che appena nel secolo scorso sono state decifrate. Per queste attività bisognava pagare supplementi ma visto che non ho l’intenzione di ritornare mai in Perù, quei costi extra ne erano valsi la pena. La nostra guida Eric sapeva adattarci all’altezza, rimanendo la prima settimana al mare, poi nel deserto, salendo allora per Arequipa, una città vecchia della cultura Inca a più di 2300 metri di altezza, qualche giorno più tardi superando il più alto passo del Perù, a poco meno di 5.000 metri. A Cuzco, la più famosa città archeologica di quel Paese, i volontari potevano prepararsi al mitico Lares-trail, mentre gli altri visitavano la città e i dintorni. Due notti abbiamo campeggiato in tende a circa 4.000 metri. Alcuni avevano giocato addirittura una partita di calcio contro le guide e alcuni residenti locali. Ero contento quando è terminata quella impresa speciale ma il giorno dopo bisognava alzarsi alle 3 di notte per far la fila per Machu Pichu, infatti anche una passeggiata faticosa.

Intanto vorrei raccontarvi che a Arequipa abbiamo visitato un progetto sociale per i poveri peruviani in montagna. Così eravamo stati emozionati guardando una scuola per orfani o uno scalpellino che riceveva solamente pochi dollari l’ora per il suo duro lavoro e che era molto felice con alcune banconote extra che gli avevamo dato. La cima assoluta del viaggio c’era alla fine, quando superavamo i 5.000 metri con alcuni, godendoci una vista meravigliosa a Vinicunca, un diretto hype e vibe su Internet. Prima della nostra partenza per Lima eravamo stati spaventati quando l’aereo locale con molto impegno attraversava le Ande ma qualche ora dopo eravamo stati rassicurati con un aereo transatlantico per Amsterdam. Tutto bene quel che finisce bene, ma che viaggio indimenticabile!

Mathieu

Nato in Belgio
Vive a Tongeren

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